Enna. Rinviato a giudizio dirigente provincia per omicidio colposo: mancanza guard rail su SP 4
Enna-Cronaca - 22/05/2010
Piazza Armerina. Rinvio a giudizio per un dirigente della provincia che sarà processato come imputato di omicidio colposo per la morte di un giovane di Piazza Armerina, Ivan Sarda. Il Gip del Tribunale di Enna, sentite le richieste e le conclusioni del pubblico ministero e degli avvocati Salvatore Maugeri e Lorenzo Caruso, difensori dei familiari di Ivan Sarda tragicamente scomparso nel settembre del 2008 in seguito ad un sinistro stradale verificatosi mentre era da solo alla guida della propria autovettura lungo la strada provinciale la Sp 4 che collega Piazza Armerina con la vicina Mirabella Imbaccari a causa della fuoruscita del veicolo oltre la sede stradale in contrada Leano non protetta dal guard rail. Dopo una intensa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Enna per la morte del giovane Sarda, potrebbe avere, quindi, un responsabile. La zona dove avvenne l’incidente fu subito messa sotto sequestro giudiziario. Le indagini svolte dalla Procura, unitamente alla determinazione dei familiari della vittima, hanno consentito di fare chiarezza sull’accaduto. E’ stata, infatti, richiesta da parte del procuratore, dopo un anno di accurate verifiche, la celebrazione dell’udienza preliminare a carico di questo dirigente del settore viabilità della Provincia, indagato di omicidio colposo, per aver omesso di eseguire le opere necessarie a protezione del tratto di strada in questione. L’esito delle indagini ha consentito di dimostrare la negligenza da parte del dirigente in quanto capo dell’ufficio addetto alla cura ed alla manutenzione delle strade di pertinenza di pertinenza provinciale, per non aver provveduto all’installazione del guard rail obbligatorio per legge a protezione di quel tratto di strada. “ Ove, infatti, il guard rail – afferma uno degli avvocati difensori dei familiari del defunto giovane, Lorenzo Caruso – fosse stato regolarmente presente si sarebbe verosimilmente potuta evitare la morte del giovane Ivan. Il processo non potrà restituire alla famiglia lo sfortunato automobilista, ma servirà (speriamo ) senz’altro a far sì che chi di competenza presti la dovuta attenzione alle adeguate verifiche necessarie per scongiurare altri episodi tragici”.
Piero Cancarè