Formazione Sicilia: le richieste CISL a Governo regionale

PALERMO – “Garanzie riguardo a lavoratori, enti e corretta pratica amministrativa. E una riorganizzazione profonda del settore, per via amministrativa fin dove è possibile, e per via legislativa”. È il pacchetto di richieste “per ammodernare la formazione professionale”, presentato stamani a Catania dalla Cisl Sicilia, al presidente della Regione Raffaele Lombardo e all’assessore regionale al Lavoro, Lino Leanza. Sindacati, enti e Regione torneranno a incontrarsi, “in sede tecnica”, giovedì 17 a Palermo. Intanto al tavolo odierno, a Catania, la Cisl, rappresentata dal segretario generale Maurizio Bernava e da Giorgio Tessitore, componente di segreteria, ha chiesto “una doppia manovra: per tamponare l’emergenza e per dare alla formazione prospettive di sviluppo in sintonia con le esigenze delle imprese”. “La formazione – ha detto Bernava – è una delle voci più pesanti del bilancio regionale, alla pari di sanità, rifiuti e pubblica amministrazione. Ed è un’area strategica per il sistema-Sicilia, che abbisogna di misure per razionalizzare la spesa e per riqualificare l’offerta formativa”. Pertanto, impone l’archiviazione del “meccanismo-groviera” in base al quale, finora, sono stati accreditati gli enti di formazione: “un sistema clientelare che ha penalizzato quelli storici e i loro addetti, aprendo le porte ad assunzioni senza fine da parte di nuovi istituti senza storia, senza sedi e senza personale qualificato”. Il sindacato di piazza Castelnuovo ha proposto “criteri rigorosi e selettivi” per l’accreditamento degli enti, e il rispetto del principio del Durc (il Documento unico di regolarità contributiva), per il quale “l’ente che non ha pagato i contributi previdenziali per i propri dipendenti, perde i finanziamenti”. Tra le richieste Cisl, anche l’adozione di un disegno di legge che assicuri la “copertura finanziaria e il funzionamento degli sportelli multifunzionali attraverso un uso corretto delle risorse del Fondo sociale europeo”.