Piazza Armerina. Gioielliere coltiva marijuana, continuano le indagini

Piazza Armerina. E’ durato circa due ore l’interrogatorio del gioielliere S.B., 49 anni, di Piazza Armerina,incensurato arrestato dagli agenti del commissariato di PS e della squadra Mobile per coltivazione di piante di marijuana e per detenzione a scopo di spaccio di circa 100 grammi di marijuana e semi della stessa pianta. All’interrogatorio erano presenti il Gip Davide Salvucci e l’avvocato difensore Norberto Liggieri. Pare che abbia dichiarato che le piantine erano coltivate per uso personale e tenuto conto che si tratta di un soggetto incensurato, è probabile, come ha chiesto l’avvocato difensore, che ottenga questa mattina gli arresti domiciliari. Il suo arresto ha suscitato molta sorpresa a Piazza Armerina, perché responsabile di coltivazione di 71 piante di marijuana e quel che è più grave il ritrovamento di più di 100 grammi di sostanza essiccata e pronta allo spaccio, tra la casa di campagna in contrada Rabugino e l’abitazione del commerciante nel centro storico, a significare che quella sostanza non solo veniva coltivata ma anche spacciata. Probabilmente l’attività commerciale era in crisi ed il gioielliere cercava altre fonti di finanziamento per non fallire o per non finire nelle mani degli usurai. Gli agenti del commissariato di PS e quelli della squadra Mobile, oltre ad avere individuato la piantagione, avere scoperto la droga essiccata, stanno allargando le indagini per cercare di individuare possibili complici e soprattutto a chi veniva venduta la marijuana una volta essiccata e se l’esercizio commerciale era una delle sedi in cui la droga veniva smerciata. Saranno parecchie le persone che verranno interrogate per cercare di ricostruire concretamente tutta la vicenda. Gli interrogativi sono tanti e gli agenti si stanno dando da fare per dare delle risposte concrete perché sino a qualche mese fa S.B era un soggetto insospettabile, ma poi le sue riservatezze, i tentativi per eludere la sorveglianza quando si recava in campagna, l’innaffiamento delle piante in orari insoliti, quando in contrada Rabugino c’era poca gente, avevano provocato l’attenzione degli agenti del commissariato e successivamente di quelli della squadra Mobile, che hanno iniziato a pedinarlo passo passo sino a scoprire la piantagione di marijuana assieme ad altra piantagione di copertura, che veniva sistematicamente innaffiata, la copertura con un telo verde, la presenza di sementi di marijuana che ,sul mercato, hanno una loro quotazione per chi vuole coltivare da se.
S.B si trova nel carcere di Enna, probabile che questa mattina venga interrogato dal Gip presso il tribunale alla presenza del Pm , Marcello Cozzolino, e del suo avvocato difensore e il commerciante dovrà cercare di fare chiarezza del perché teneva la piantagione e cosa doveva fare con i circa 100 grammi di droga che gli è stata sequestrata sia in campagna che nella sua casa di città.