Enna: C.P. su Venere di Morgantina
Enna-Provincia - 27/08/2010
Enna. C’è tanta preoccupazione nel Consiglio provinciale ed anche negli ambienti culturali per il rientro della Venere di Morgantina, perché, così come era stato previsto, c’è tanta confusione e pochi atti concreti nonostante le assicurazioni da parte dell’assessore regionale ai Beni Culturali, Gaetano Armano, e del presidente della Provincia, Giuseppe Monaco. Tante cose da fare in ogni settore, poche idee e niente atti concreti, tranne quel progetto di rifacimento della chiesa di San Domenico che dovrebbe essere la sede ospitale della Venere. Il Consiglio non ha risolto i tanti interrogativi che si pongono su questo avvenimento culturale di valore mondiale ed i risultati del consiglio, al quale hanno partecipato il deputato regionale Salvatore Termine, il sindaco di Aidone, l’assessore armerino Rubilotta ed il presidente del Consiglio di ospitalità alla Venere, Calcagno, chiamati ad intervenire sulla vicenda. Salvatore Termine, in base alla sua esperienza di parlamentare, è stato abbastanza chiaro nel dire che Provincia, comuni di Aidone e Piazza Armerina devono fare blocco unico se vogliono ottenere dei risultati. Sino ad ora le dichiarazioni dell’assessore Armao non hanno avuto riscontri concreti. Il presidente Monaco nel suo intervento ha dichiarato che sono stati stanziati un milione 750 mila euro per il parcheggio di contrada Canalotto ad Aidone; un finanziamento di un milione e mezzo per la sede di accoglienza della Venere, mentre l’assessore regionale al turismo, Nino Strano, ha dichiarato al presidente Monaco, che sta promulgando un bando di 20 milioni di euro per operazioni marketing in Sicilia ed una fetta di questi soldi andranno per operazioni di marketing relativi all’arrivo della Venere.
“La Venere – ha dichiarato il presidente Monaco – deve fare da traino a tutto il movimento turistico della provincia di Enna, ma è anche evidente che bisogna fare di tutto perché i turisti rimangano in provincia per ammirare le bellezze ambientali e monumentali del territorio”. I lavori si erano aperti con un intervento di Malfitano che ha accusato presidente ed amministrazione di non avere dato una svolta vera al territorio, una relazione del consigliere Miroddi che ha sollecitato la riunione del consiglio e i chiarimenti sul programma del rientro della Venere, Alfredo Colianni che ha accusato la presenza marginale della Provincia nella vicenda e di avere trascurato le ville antiche di Geraci e Rasalgone. Mario Alloro capogruppo ha evidenziato la sua preoccupazione perché quello che non si è fatto, per la mancanza di un coordinamento, che forse sarebbe opportuno affidare al prefetto l’organizzazione; di ripescare i 30 milioni di euro della scala mobile per utilizzarli per l’evento e per realizzare la panoramica, sempre che ci siano ancora i soldi. Poi gli altri interventi dell’assessore Rubilotta, del sindaco Gangi, del presidente Calcagno che hanno fatto crescere ancora di più i dubbi sulla vicenda perché scarsamente concreti su quello che si deve fare. Il problema è fare presto e bene, così come ha detto Lorenzo Granata nel suo intervento, perché sino ad ora non si è fatto niente ed il percolo che la Venere si allontani da Aidone esiste ed è concreto.