Calascibetta. Assolta rumena dall’accusa di immigrazione clandestina

Enna. Catalina Petria, giovane rumena di 23 anni, è stata assolta in appella dall’accusa di avere favorito l’immigrazione clandestina. Nell’agosto del 2005, la Digos aveva scoperto a Calascibetta un giro di badanti rumene che narcotizzavano con potenti sonniferi gli anziani per avere la possibilità di andare a ballare e rincasare all’alba. Allora Catalina Petria era diciottenne, parente di una delle donne coinvolte nel giro, svolgeva un lavoro di domestica. La ragazza era stata individuata assieme alle altre sue connazionali, per cui gli investigatori ritenevano fosse coinvolta in un presunto giro di immigrazione clandestina. Oggi non è più clandestina perché la Romania fa parte dell’Unione Europea e l’unica accusa, per lei, era di essere una rumena immigrata in Italia clandestina, reato non più perseguibile. Tra i personaggi coinvolti in quella vicenda di immigrazione clandestina c’erano pure alcuni ennesi, accusati di sfruttamento dell’immigrazione clandestina, soggetti che hanno patteggiato la pena, ottenendo la condizionale. Catalina Petria, invece, difesa dall’avvocato Sinuhe Curcuraci, ha deciso di affrontare il processo per inottemperanza all’ordine del questore di abbandonare il suolo nazionale, emesso nel 2004, e per essersi ulteriormente trattenuta, tanto da venire individuata nuovamente a Calascibetta nel luglio dell’anno successivo. In primo grado il tribunale aveva accolto la tesi dell’innocenza della rumena e fu assolta “perché il fatto non costituisce reato”. La Procura della Repubblica si appellò a questa sentenza di assoluzione e presentò ricorso, chiedendo la condanna. In appello il Pg Franca Imbergamo ha rinunciato ai motivi d’appello e ha chiesto la conferma della sentenza primo grado, quindi anche per la magistratura la giovane rumena è da assolvere. “ Si tratta di una sentenza innovativa per il diritto internazionale di tanti immigrati – ha dichiarato l’avvocato Sinuhe Curcuraci – per questo ritengo si tratti di una sentenza importante e che avrà sviluppi futuri. Dobbiamo dare atto al Pg di aver applicato alla lettera la normativa internazionale e non aver insistito nelle ragioni di gravame”.