Miroddi, Presidente Commissione sanità: Enna provincia “ babba”

Enna. Dichiarazioni del presidente della Commissione provinciale sanità, Salvatore Miroddi, sull’assenza dell’assessore alla Sanità Russo al vertice in Prefettura.

“L’assenza dell’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, al vertice in prefettura sulla chiusura dei centri nascita degli ospedali di Piazza Armerina e Leonforte non lascia dubbi sul destino già scritto dai vertici politici regionali della sanità in provincia di Enna. Non mancano occasioni per manifestare la volontà, resa palese in diversissime occasioni, di volere mortificare questo territorio e i loro cittadini. Alla provincia “ babba” si può fare di tutto ma di certo non consentiremo che ai cittadini ennesi venga garantita una sanità di serie B. La strategia dell’assessore regionale di ridurre gli spreghi chiudendo i piccoli ospedali non trova una logica nella misura in cui lascia anche sguarnito e depotenziato il servizio sanitario territoriale.
Provi l’assessore a spiegare ai cittadini ennesi perché la loro provincia è l’unica a non avere l’assistenza domiciliare integrata, penserà forse che gli ennesi godono tutti di ottima salute?
Sarebbe una valida soluzione se così fosse ma è solo una ennesima discriminazione. Gli ospedali classificati come antieconomici e quindi destinati a chiudere sopperiscono le tante mancanza e assenze del servizio territoriale. Il risultato sarà solo quello di ingrossare la fila nei centri medici specialistici delle città metropolitane impoverendo sempre più il nostro territorio, anche in termini di professionalità. Siamo stanchi di assistere alla politica del pesce grosso che mangia sempre quello piccolo, non la si può accettare quando in ballo c’è il diritto alla salute che dovrebbe, in un paese democratico, essere garantito a tutti i cittadini. Mi preme ricordare come dietro la logica dei numeri e delle cifre si cela la vita delle persone, sulla quale nessuno può permettersi di scherzare. Tutti siamo oggi per una politica del rigore che combatta gli sprechi, ma l’assessore , anche per il sua esperienza professionale di magistrato, sa bene dove si annida il marcio e dove negli anni sono state drenate valanghe di risorse. Per potere accettare la riduzione o il ridimensionamento degli ospedali occorre un piano serio e concreto che continui a mantenere le aspettative legittime delle comunità. Invito l’assessore a non disertare anche le occasioni per discutere ed affrontare nell’interesse supremo del cittadino questa problematica, non ci faccia sentire ancora una volta quali “ vittime sacrificali” di un più grande progetto che mira ad annientare la nostra provincia”.