INVIDIA, il male che blocca la crescita

Il comune di Enna inizia un suo viaggio sperimentale sulla fragilità umana evocando, emblematicamente, i sette vizi capitali per analizzare l’attualità della contrapposizione tra il bene ed il male.
Una contrapposizione sempre più sfumata e traslata, considerato che il male, nello smarrimento della nostra società, ha slabbrato i suoi contorni e che la forza del mercato e la debolezza delle istituzioni hanno sbiadito il concetto di bene.
Il viaggio di ricognizione comincia dall’Invidia, il più turpe ed il più segreto dei vizi, penetrante al punto da costituire, soprattutto nelle piccole comunità, un reale blocco per la crescita culturale ed economica.
Immaginando di utilizzare una tavolozza di colori, sono stati coinvolti antropologi, sociologi, filosofi, scrittori, psicanalisti, teologi, giuristi, economisti, neuropsichiatri infantili, studiosi di filosofie orientali e giornalisti.
Ad ognuno di essi è stato affidato il compito di individuare quali siano oggi le sfide ideali e concrete, quali i pericoli che un “peccato mortale” può comportare per la spiritualità, l’etica e la vita quotidiana dei cittadini.
Un progetto ambizioso nell’epoca del “che male c’è?” e delle seduzioni del populismo mediatico.
Ad Enna alta, dunque, venerdì 10 e sabato 11 giugno alle 9,30, nella Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte per riflettere su vizi e virtù e per scoprire, alla fine del percorso qual è il nostro vizio capitale.

Nietta Bruno