Enna: Dal prossimo anno si insegna il siciliano; le reazioni

Ultimi giorni di scuola per gli studenti ennesi che dopo quasi nove mesi di studio staccherano la spina durante il periodo estivo fatta eccezione per chi è atteso dagli esami. Ma per un momento vogliamo soffermarci sul futuro della scuola specialmente in Sicilia dove, dal prossimo anno scolastico, sono attese delle importanti novità. La lingua siciliana nelle scuole infatti sarà presto realtà. L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato, all’unanimità, i disegni di legge sull’insegnamento della storia, della letteratura, della lingua e dell’identità siciliana nelle scuole. Sulla scelta sono quasi tutti d’accordo se non fosse che arriva in un periodo durante la quale si parla di tagli alle ore d’insegnamento che hanno messo in forte allarme il mondo scolastico. Noi abbiamo voluto sentire direttamente cosa ne pensano i destinatari della legge, studenti e docenti.

“Per me è una buona idea perchè tutti dovremmo conoscere il nostro dialetto e la nostra cultura” ha detto Cristina Grimaldi, studentessa del liceo scientifico “Farinato” di Enna, che ha poi aggiunto: “Molti ennesi non conoscono le proprie radici, ma – consiglia Cristina Grimaldi – bisogna trovare qualcosa che renda interessati i giovani”. Rimaniamo al liceo “Farinato” e sentiamo l’opinione della professoressa di lettere Piera Di Termine: “In maniera non proprio diretta abbiamo fatto dei cenni, abbiamo anche utilizzato un testo in siciliano, ma mi pongo il problema della difficoltà che avremo noi insegnanti in un momento in cui c’è stata una soppressione di ore. È un problema trovare gli spazi giusti”.

Andiamo in una scuola elementare e la sensazione rimane tale come spiega la dirigente del IV Circolo “Neglia”, Maria Silvia Messina: “Con le insegnanti non ne abbiamo ancora parlato, ma ne discuteremo presto in che modo verrà insegnato il dialetto e se inserirlo all’interno dei Pof”. L’idea piace al giovane Francesco, alunno della classe terza: “Si mi piace poter studiare il siciliano. Vorrei farlo con dei laboratori particolari, ma soprattutto vedendo qualche film”. Il punto di vista delle insegnanti è sempre lo stesso come dimostrano le parole di Calogera Barone: “Se è come ampliamento dell’offerta formativa va bene, sarebbe anche un’opportunità per i bambini, ma se vengono tolte ore alla lingua italiana allora diventa un problema”.

Si guarda con curiosità a questa novità anche alla scuola media Savarese di Enna dove la professoressa Valeria Ferlauto non si dice contraria: “Come laboratorio teatrale dialettale abbiamo già fatto qualcosa però il Ministero riduce sempre più le ore ed in più ci viene chiesto di inserire il dialetto” dice la prof. Ferlauto che nota un altro aspetto: “Se diventa uno studio a tutti gli effetti servirebbe un esperto in materia”. Un giudizio molto importante arriva da un’altra professoressa, Carla Tomalino, che, con tonalità spiccatamente nordica, dice: “Se fatto per una questione di cultura è giusto, ma se fatto per dividere allora non va bene”.