Manifestazione regionale di CISL ed UIL in Sicilia

Cisl e Uil mantengono lo stato di pressione e mobilitazione sul Governo nazionale per sollecitare interventi strutturali, coraggiosi e socialmente equi necessari per favorire realmente la crescita economica in tutto il Paese ed il risanamento della finanza pubblica a cui la manovra correttiva già approvata dal Senato, sulla quale manteniamo un giudizio negativo, non risponde adeguatamente.
Cisl ed Uil nel contempo ritengono che anche le Regioni devono/possono concorrere e contribuire con azioni di governo locale a favorire la crescita economica ed il risanamento del debito pubblico. (Modifica Titolo V della costituzione, poteri e titolarità trasferite alle Regioni, ruolo prevalente nella programmazione, gestione e spesa dei Fondi UE).
La Regione Sicilia, ancor più delle altre realtà, deve dotarsi di una strategia di sviluppo economico e di risanamento della propria finanza pubblica incisiva e capaci di determinare effetti immediati visto che da anni registriamo gravissimi indicatori di crisi strutturale. Siamo la Regione con il livello più basso di crescita economica, ed assieme alla Campania, abbiamo il deficit e debito di bilancio più elevato nel Paese ( 5 Miliardi).
Cisl ed Uil sono consapevoli delle gravi responsabilità del Governo nazionale attuale, così come degli ultimi Governi, che non hanno garantito il flusso necessario e dovuto dei trasferimenti finanziari a favore del Mezzogiorno e della Sicilia; preoccupa gli effetti sociali e recessivi che potranno causare gli ulteriori tagli di risorse previsti dalla manovra per i prossimi 3 anni e la previsione di una crescita economica vicino allo zero.
In tale quadro macro economico riteniamo necessario rompere l’immobilismo ed il silenzio della politica che registriamo in Sicilia sui temi della crisi economica e sociale e sul rischio reale di un “fallimento” finanziario della Regione e degli Enti locali proiettati tutti verso una irreversibile condizione di dissesto economico e gestionale. Non giustifichiamo ed accettiamo vittimismi politici e rimandi di responsabilità tutti e solo al Governo centrale. In Sicilia paghiamo anni ed anni di allegra e leggera gestione delle risorse pubbliche e l’assoluta mancanza di interesse e preoccupazione ad attivare lo sviluppo economico e produttivo. Una condizione drammatica che impone scelte e provvedimenti immediati.
Cisl ed Uil Sicilia intendono porre all’attenzioni di tutti l’urgenza di avallare e subire comportamenti della politica del tutto inadeguati ed irresponsabili. Ci sembra totalmente fuori della realtà una classe politica e dirigente che, di fronte all’attuale scenario e di prospettive disastrose per l’economia e l’occupazione, è impegnata quanto preoccupata solo a garantirsi e conquistare spazi di gestione del potere e di trovare equilibri tutti interni alla politica sulla composizione dei governi locali e regionale, delle alleanze politiche in previsione dei futuri appuntamenti elettorali.
Ci sembra una follia e per tale motivo con la Manifestazione di protesta del 22 settembre intendiamo sollecitare un diverso comportamento, la giusta sensibilità sociale e la necessaria consapevolezza e responsabilità per affrontare il dramma della crisi. Cisl ed Uil in Sicilia manifestano, denunciano e propongono l’emanazione immediata da parte del Governo e dell’Assemblea Regionale Siciliana di alcuni provvedimenti strategici per incidere concretamente sullo sviluppo locale e sul risanamento del debito di bilancio.
La Regione siciliana deve e può concorrere ad attivare politiche di crescita e di risanamento della finanza pubblica meglio e prima di altre Regioni utilizzando gli ampi margini di autonomia decisionale consentiti dallo Statuto.
Cisl ed Uil Sicilia chiedono al Presidente della Giunta regionale ed ai capi Gruppo Consiliari dell’ARS di ascoltare ed accogliere le richieste e l’appello alla responsabilità proveniente dal mondo del lavoro e del sociale per affrontare la priorità di misure regionali di contrasto alla crisi senza le divisioni, i contrasti e la litigiosità inconcludente che ha caratterizzato negativamente il confronto politico degli ultimi tempi.
La gravità della situazione economica e sociale che in Sicilia si evidenzia nella crescente povertà, nella disperazione dei giovani per la mancanza di lavoro e di prospettive occupazionali, nel crescente tasso di inattività e disoccupazione strutturale, nella desertificazione dell’apparato produttivo industriale, nella frammentazione ulteriore del tessuto economico locale, nell’aumento vertiginoso dell’indebitamento delle famiglie e dell’imprese, nell’assenza di investimenti significativi sul nostro territorio, sulla debolezza e vetustà del sistema infrastrutturale, nella facilità di mafia e criminalità a garantire credito e finanziamenti, nel progressivo dissesto finanziario degli Enti Locali, dovrebbe vedere tutte le componenti politiche presenti all’ARS di maggioranza e di opposizione cooperare ed operare con rapidità e determinazione ad emanare provvedimenti e scelte che incoraggino gli investimenti produttivi e favoriscano il rientro dall’insostenibile livello di debito del bilancio Regionale.
Cisl ed Uil con questa mobilitazione e manifestazione Regionale intendono portare il tema della crisi economica e sociale e del grave indebitamento del bilancio regionale al centro dell’attenzione e della discussione dei partiti, della politica e della società siciliana. La gravità della situazione sociale ed economica rischia di travolgere antiche e consolidate certezze di controllo del consenso da parte della politica ed impone scelte e provvedimenti immediati che abbiano la caratteristica della concretezza, dell’efficacia e di alimentare maggiore fiducia nell’intraprendere attività economiche, imprenditoriale e di lavoro in Sicilia.
Cisl ed Uil propongono al Governo ed all’Assemblea Regionale Regionale di concentrare le prossime settimane di attività alla definizione ed approvazione di alcuni provvedimenti di legge che abbiano effetti diretti sulla crescita e economica e sulla riduzione di spesa sul bilancio per liberare risorse necessarie allo sviluppo:
• Un provvedimento di legge per incentivare lo sviluppo, il lavoro e la produttività in Sicilia;
• Un provvedimento di legge per avviare la riorganizzazione della sanità realizzando i 4 anni la medicina territoriale e l’integrazione dei servizi socio sanitari (per ridurre l’incidenza del 55% di spesa sul bilancio);
• Un provvedimento di legge per ridurre strutturalmente i costi della politica, dei livelli amministrativi e di gestione delle amministrazioni con l’obiettivo di arrivare al loro dimezzamento entro il 2013;
Inoltre servono immediati provvedimenti amministrativi del Governo che possono avere effetti positivi sia sulla tenuta dei bilanci degli Enti locali che sul mantenimento dell’offerta dei servizi ed assistenza alle persone disagiate ed alle comunità:
– Promuovere e favorire il consorzio e l’associazione di comuni viciniori sul territorio per la gestione congiunta di servizi sociali e di prima necessità sul territorio per avere maggiore economia di scala e disponibilità;
– Incentivare la convenzione tra i comuni e le Agenzie per le Entrate necessaria per attivare l’azione di recupero dell’evasione fiscale e contributiva da parte dei comuni ( un terzo del recuperato rimane al Comune);
– Una direttiva a tutti i comuni per bloccare nel bilancio la spesa per politiche sociali ed assistenza alla media registrata negli ultimi tre anni;
– L’attivazione delle procedure per la soppressione delle Provincie Regionali;
Tali azioni amministrative sono già possibili e facilitate dall’Autonomia prevista dalla Statuto Regionale e dalla legge 78/2010 già in vigore dallo scorso anno.
In previsione dell’incremento nell’immediato dei livelli di indigenza e povertà e della progressiva riduzione del finanziamento del Fondo per la non autosufficienza e del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali chiediamo già attivati dal Governo Centrale, chiediamo un urgente monitoraggio delle risorse disponibili ed utilizzabili in Sicilia al fine di realizzare in tempi rapidissimi un Fondo Unico Regionale per la solidarietà e l’assistenza (per superare l’attuale dispersione, frammentazione e sprechi degli interventi).
Sulla debolezza e ritardo della situazione infrastrutturale in Sicilia, sul piano strategico Cisl ed Uil offrono la propria disponibilità al Governo regionale ad azioni comuni nei confronti di Roma e Bruxelles per eviatre che il Corridoio 1 (Berlino- Palermo), venga accantonato a favore dell’asse Hensilky- Bari- Malta; nel contempo sollecitiamo l’urgenza di concentrarsi sulla progettazione definitiva delle infrastrutture regionali (accordo programma con RFI ed Anas) per evitare il rischio e la beffa di non poter utilizzare i finanziamenti FAS garantiti recentemente dal Governo.