V – Messaggio ai cittadini di Enna: passeggiate dei Santi, motorette e vespasiani
Enna-city - 03/10/2011
Enna. A firma di Vittorio Cavallotti sin questo portale giornalistico sono stati pubblicati alcuni articoli relativi alla nostra vita quotidiana. Io credo che, forse, tali osservazioni andassero fatte piuttosto ai nostri concittadini. È opportuno, quindi, esaminare caso per caso ciò che abbiamo scritto.
1. LE PASSEGGIATE DEI SANTI – È evidente che nessuno intende criticare né tantomeno osteggiare la celebrazione di riti e ricorrenze religiose, anche perché, contrariamente a Marx, noi pensiamo che la religione contribuisce notevolmente alla crescita morale e civile di un popolo. Noi riteniamo soltanto che una città con una sola via e una sola strada nazionale non possa essere bloccata per le celebrazioni di processioni che possono essere molto gradite ai fedeli, ma che fanno imprecare coloro che hanno interessi diversi. Nessuno può imporre un credo o una fede religiosa a chi non la accetta. Allora ben vengano soltanto due processioni che hanno il pregio di rispettare l’esigenza del popolo religioso e quella degli agnostici. Ci riferiamo alla festa Patronale e alla processione del Venerdì Santo che appartengono alle tradizioni del popolo di Enna e che, fra l’altro, richiamano i figli di Enna emigrati e un turismo di livello internazionale, oltre che nazionale. E allora non si può chiedere autorizzazione al Sindaco e alle Autorità competenti per la celebrazione di processioni varie dedicate a tutti i santi del martirologio cattolico.
A questo punto sarà fatto un gradito favore al Sindaco che non dovrà sentire le lagnanze di tanti cittadini e persone presenti nel comune e non dovrà sorbirsi le «osservazioni» di “Cavallotti”.
2. LE MOTORETTE – Se fosse soltanto Cavallotti a lagnarsi del fracasso dei motori (motociclette) e del pericolo per l’incolumità dei pedoni, allora sarebbe veramente una provocazione senza senso. Ma non è così, perché tutti coloro che hanno la ventura di cercare di fare una passeggiata in piazza o in Via Roma, oltre che imprecare per il rumore assordante dei tubi di scarico delle moto rischiano di essere investiti da incoscienti centauri il cui privilegio è quello di dimostrare (a chi?) che loro sono molto bravi a scansare le persone. Io dico che è una indecenza, perché è un comportamento che viola le elementari norme di educazione e di civiltà. A questo punto propongo una «raccolta collettiva fra cittadini» per l’acquisto di un fonometro da utilizzare opportunamente, con la conseguenza di sequestro della «moto» al proprietario che ha commesso l’infrazione.
In questo moto i vigili urbani la smetterebbero di dire che il Comune non fornisce il mezzo tecnico per rilevare l’infrazione.
3. GLI ERRORI DI VESPASIANO. Infatti, se questo imperatore non avesse avuto la «brillante idea» di inventare i cessi pubblici, nessuno avrebbe avuto l’esigenza di andarli a cercare per soddisfare i propri bisogni corporali e si sarebbe servito dei muri delle case, magari nascosto agli occhi della gente. Ma il fatto è che non solo li ha inventato, ma ha anche fatto obbligo a tutti i cittadini romani (e anche gli ennesi del tempo erano cittadini romani, lo dice Verre e Cicerone!) di servirsi di tali servizi pubblici.
Solo che adesso i «cittadini romani-ennesi» sono in stato di perenne contravvenzione perché i cessi pubblici sono stati «abrogati» («abrogazione tacita» e non «abrogazione espressa»).
E visto che siamo ai tempi dei referendum, propongo un espresso «REFERENDUM DEL CESSO PUBBLICO».
E per oggi, BASTA!
Vittorio Cavallotti
Sappiano gli avvenire che da questa casa il 18 maggio 1895 FELICE CAVALLOTTI censore imperterrito di prepotenti parlando al popolo fremente di vita nuova e ammonendo con terribile esempio gli oppressori evocava EUNO lo schiavo Siro che in nome dell’umana eguaglianza a capo d’innumeri schiavi ribelli fiaccò mirabilmente più volte la prepotenza di Roma insegnando ai legislatori del Mondo gli schiavi non essere cose ma Uomini