Enna. Emergenza posti al Pronto Soccorso Umberto I
Enna-city - 12/03/2012
I Pronto Soccorso degli ospedali continuano ad essere in crisi, perché non c’è la cultura di portarsi al pronto soccorso quando effettivamente c’è bisogno. Allora ci sono contusi, escoriati, a chi fa male la testa, claudicanti, e si portano nell’antisala in attesa di essere ricevuti, magari aspettando delle ore visto che i medici e gli infermieri rispettano i codici esistenti dal rosso al bianco seduti su una panchina. Medici impegnati nelle visite, ed assieme al personale infermieristico a cercare di mandare gli infortunati nei vari reparti, sempre che trovino un posto letto libero e non sempre questo avviene in certe branche mediche. “Almeno due giorni la settimana, soprattutto lunedì e martedì, il quadro è questo al Pronto soccorso dell’Umberto I. La verità è che ormai troppa gente viene qui, forse non eravamo pronti a far fronte al ridimensionamento degli ospedali di Leonforte e Piazza Armerina”. Una dichiarazione onesta e sincera di un medico, che chiede di restare anonimo, ma che vuole evidenziare una situazione che a volte è paradossale. Ovviamente ad Enna non ci sono situazioni paradossali come sono avvenuti a Roma, Napoli ed in altre città dove i malati sono ricoverati nei corridoi o aspettano in barella. Ad Enna bassa il pronto soccorso, a volte, rischia di scoppiare. “Qualche settimana fa era un lunedì, abbiamo avuto trentatré persone tutte qui dentro – dichiara un medico, indicando una saletta possono starci una diecina di persone. C’era della gente sulle barelle e non sapevamo dove mandarla perché i reparti erano completi”. I reparti sono quasi sempre pieni quelli di ortopedia, medicina, malattie infettive, ginecologia. Il direttore di presidio Emanuele Cassarà sostiene che non c’è alcun problema organizzativo. “Il problema, dice Cassarà , è che la gente viene al Pronto soccorso per qualsiasi cosa. “I codici rossi o gialli (individuati per casi urgenti o malattie gravi, ndr.) hanno assolutamente la precedenza – spiega Cassarà – e non sentirà mai nessuno di loro lamentarsi. È chiaro che i codici bianchi o verdi (ammalati non gravi, ndr.) devono aspettare il loro turno: ci sono persone che vengono per un semplice arrossamento, una febbre o un mal di pancia, e pretendono di passare davanti a chi ha patologie più gravi”. “L’ospedale –prosegue Cassarà – ha un indice di occupazione media pari all’85 per cento: quattro posti su cinque sono quasi sempre occupati. Con l’attivazione di tutti i reparti nella nuova ala, si arriverà a un totale di 321 posti letto e le disponibilità aumenteranno. Ci sono anche casi in cui l’85 per cento sarebbe già un’utopia, come l’Ostetricia e Ginecologia con 1.190 parti nel 2011. Il risultato è che dal Pronto soccorso non sanno dove mandare i pazienti. Qualcuno, tra gli addetti ai lavori, ricorda che ormai la maggior parte delle emergenze arrivano qui, mentre prima c’era maggiore propensione a andare a Leonforte o Piazza Armerina anche in caso di incidente stradale. “A Enna abbiamo la rianimazione, la cardiologia 24 ore al giorno – evidenzia Cassarà – la neonatologia. È un punto di riferimento per l’ostetricia, per questo la gente sceglie di venire qui. “Il problema è che molti servizi possono essere dati dai Pta, dalle guardie mediche o dai medici di continuità assistenziale, la gente viene a cercarli al Pronto soccorso. Per questo è sempre affollato”.