Enna. Consiglio comunale sempre con contestazioni

Enna. Utilizzazione dell’avanzo di amministrazione per il problema dei precari e disagio socio-economico sono stati gli argomenti principali che ha affrontato il Consiglio comunale, riunitosi ieri mattina con circa mezzora di ritardo e qualche lamentela dei Consiglieri dell’opposizioni, che hanno sostenuto che il Consiglio comunale si riunisce per interrogazione e mozioni e non per affrontare una programmazione che possa risultare positiva per la collettività ennese. Presenti gli assessori Vittorio Di Gangi e Salvo Notararrigo, ai quali si sono aggiunti in ordine temporale l’assessore Savarese, il sindaco Paolo Garofalo ed il vice sindaco Angelo Dio. Ventitré consiglieri presenti al momento dell’inizio dei lavori, presieduti da Enrico Vetri, quindi la trattazione dell’interrogazione del consigliere del MpA Gaetana Palermo sulla utilizzazione di somme, circa un milione di euro, congelati per i debiti con l’Ato Rifiuti. L’assessore al bilancio Vittorio Di Gangi ha chiarito che il ricorso al Tar e i chiarimenti dei sindaci revisori hanno consentito di liberare l’intera somma che andrà come avanzo di amministrazione nel bilancio consuntivo. Non potrà comunque essere usata la somma per i precari, ma sicuramente per lavori come miglioramento delle strade e di altri lavori, magari migliorando le bambinopoli. Sulla mozione presentata da Angelo Salamone per quanto riguarda il disagio socio-econimico e la fornitura d’acqua alle famiglie meno abbienti il discorso è stato più complesso perché c’è stato un attacco del consigliere di Primavera Democratica, Mauro Incardona, nei confronti dell’Ente gestore del sistema idrico: “c’è stata una crescita della quota fissa nelle bollette che viene ritenuta illegale ed eccessiva, un aumento eccessivo così come è eccessivo il pagamento di 100 euro per chi vuole riattaccato il servizio”. Angelo Salamone, nel suo intervento, ha avanzato delle proposte di cui si dovrebbe prendersi carico il sindaco, Paolo Garofalo, per diminuire il disagio di chi non è nelle condizioni di pagare le bollette dell’acqua. Intanto ha lanciato la proposta di aprire un capitolo di spesa che venga considerato “emergenza acqua” magari con 100 mila euro, a livello di Ato Idrico. La somma potrebbe consentire di aiutare almeno 350 famiglie indigenti a pagare l’acqua con la possibilità di utilizzare almeno 100 litri di acqua come dotazione giornaliera, nel contempo l’assessorato comunale alla solidarietà sociale dovrebbe segnalare all’ente gestore le famiglie che si trovano in difficoltà. La somma a disposizione dovrebbe servire anche per il riallacciamento dell’acqua, che l’ente gestore dovrebbe garantire gratuito. Paolo Gargaglione e Mauro Incardona di Primavera Democratica hanno stigmatizzato il comportamento della presidenza del Consiglio comunale che ha trascurato un problema sul disagio economico che il gruppo aveva portato avanti.