Enna. Consigliere comunale Scillia su vendita immobili Università Kore

Enna. “Non si può rimanere indifferenti di fronte alla aberrante notizia che la provincia di Enna ha deciso di vendere l’intero complesso della cittadella degli studi. Credo che un intervento, a salvaguardia del nostro territorio sia oltremodo necessario” questa la riflessione del Consigliere comunale Biagio Scillia, che continua: “Quando una famiglia titolare di redditi è anche possidente di beni immobili, sa di potere contare su una doppia fonte di ricchezza. Cessati infatti i redditi potrà utilizzare le proprietà per accedere a finanziamenti e risollevare le proprie finanze. Ma se per scelta o per necessità dovesse decidere di alienare i propri beni sarà consapevole del fatto che, sperperati i fondi ricavati dalle vendite, si troverà in rovina. Per queste ragioni gli economisti e il buon padre di famiglia fanno di tutto per salvaguardare il proprio patrimonio.
Allo stesso modo la Provincia non può e non deve permettersi, specie in un momento storico come quello che viviamo (crisi economica, annullamento delle province) di lapidare il suo patrimonio, senza una attenta analisi economica che giustifichi con un alto beneficio di crescita il costo di perdere un bene così importante.
Vendere gli immobili all’Università significherebbe infatti rinunciare ad ogni possibilità di contrattazione con la stessa università a favore del territorio. Significherebbe non avere più la possibilità di determinare la scelta di spostare a Enna alta sedi o uffici, riqualificando l’economia del centro storico, equivarrebbe a consegnare le chiavi del nostro territorio a privati che continuerebbero a percepire fondi pubblici operando però secondo il loro esclusivo libero arbitrio. Vendere gli immobili all’Università di Enna significherebbe anche abbandonare la possibilità di modificare la gestione privatistica di quest’ultima, rinunciando alla stabilizzazione dei precari, amplificando, di contro il clientelismo esasperato che già sopportiamo nel nostro territorio.
Non dimentichiamo che la Università Kore di Enna, interamente realizzata e continuamente finanziata con fondi pubblici viene gestita secondo schemi privatistici.
La Università di Enna gestisce oggi un bilancio superiore a quello del Comune di Enna con la differenza che il Comune deve assicurare una infinità di servizi ai cittadini neppure minimamente paragonabile a quei servizi che la stessa Università offre agli studenti.
Di contro invece la Provincia, che fino ad oggi ha concesso gratuitamente l’utilizzo di tutte le sedi universitarie, potrebbe percepire ogni anno una rilevante entrata economica da investire per la crescita della città, senza perdere la proprietà degli immobili e soprattutto la titolarità del territorio. Se questa analisi fosse stata affrontata, se fosse stata presa in considerazione la possibilità legittima di imporre un canone di locazione all’Università, che così come può acquistare l’immobile può anche permettersi un costo di affitto, sicuramente non si sarebbe giunti a una decisione così improvvisata e poco opportuna per il territorio”.