mercoledì , Luglio 28 2021

Settimana Santa Enna: Lunedì Santo

 

La mattina del Lunedì Santo, alle ore 11, dalla chiesa di Montesalvo, percorrendo l’omonima via, via Mercato e quindi tutta la via Roma, la Confraternita di Maria SS. della Visitazione, meglio conosciuta con il nome di “Nudi” o “Ignudi”, si reca in duomo. La confraternita fu fondata il 20 aprile 1874 dal parroco priore don Carmelo Savoca, per rendere giuridicamente valida l’antica congregazione che riuniva i portatori della “Nave d’Oro” nella processione del 2 luglio col simulacro della Patrona, e fu approvata dal vescovo di Piazza Armerina, mons. Saverio Gerbino, nove giorni dopo. Il Papa Pio IX, il 25 aprile del 1875, con una sua bolla aggregò la Confraternita alla Pia Unione del Sacro e Immacolato Cuore di Maria Vergine SS. che ha sede presso la chiesa di S.Lorenzo in Lucina a Roma. Il 14 febbraio 1935 fu fondata, dal vicario generale della Curia Foranea mons. Angelo Termine, la Pia Unione Figli di Maria SS. della Visitazione con lo scopo di divulgare il culto della Patrona e di suffragare i defunti. Questa confraternita viene chiamata dei “Nudi” o “Ignudi”, perché la prima volta che il simulacro di Maria SS. della Visitazione giunse in Enna, il 29 giugno 1412, fu collocato su un carro e portato a spalla dagli agricoltori che accorsero dalle campagne vicine dove mietevano e trebbiavano. Essi indossavano solamente un pezzo di stoffa che fungeva da perizoma a coprire le loro nudità. Nel XVII secolo, il priore don Vincenzo Grimaldi Petroso stabilì il nuovo vestiario composto dal camice a sacco suddiviso in due parti con i bordi merlettati, la mantelletta color azzurro tenue e il tipico scapolare di nastro con ricamata la effigie della Madonna.

Alle 16, dalla chiesa di S. Agostino muove la Confraternita di Maria SS. delle Grazie che percorre la via Candrilli, la via Mercato S. Antonio e la via Roma giungendo al duomo. Questa istituzione religiosa fu fondata nel 1835 e riuniva ben tre congregazioni che si trovavano nello stesso quartiere. Esse erano: il Collegio di S. Nicola da Bari che risale al 1608 e che curava la sepoltura dei poveri nel vicino cimitero, la Congregazione di S.Monica degli Agostiniani fondata nel 1660, e la Compagnia di Maria SS. della Cintura. Nel periodo a noi più vicino, questa confraternita è stata sciolta più volte; infatti fu ricostituita una prima volta nel 1934 e successivamente decadde per la scarsa cura degli amministratori. Finalmente nel 1970 riebbe uno statuto e fu riorga-nizzata. La loro divisa è composta dal camice bianco, un cingolo nero e la mantelletta color rosa pallido.

Alle 17, dalla chiesa di S. Tommaso è la volta della Compagnia del SS. Sacramento. Questa congregazione ebbe dei precedenti burrascosi. Fondata nel 1687 presso la chiesa del SS. Sacramento, che si trovava dietro l’abside del duomo, ebbe più volte divergenze con l’organo ufficiale del Sant’Uffìzio. Demolita la chiesa del SS. Sacramento, si trasferì presso l’oratorio della Madonna di Loreto che aveva sede dove adesso sorge la chiesa di S. Francesco da Paola e si unì con la Confraternita di Maria SS. del Rito fondata nel 1600. Sciolta negli ultimi anni del XIX secolo, fu ricostituita nel 1935. I confrati indossano ancora l’antica uniforme, ripresa da quella dei Bianchi. A sinistra della mantelletta dal bordo rosso c’è lo stemma ovale con a rilievo un ostensorio, simbolo dei SS. Sacramento. La Compagnia del SS. Sacramento ha il privilegio di chiudere la processione del Corpus Domini.

Alle 19, dalla chiesetta della Donna Nuova l’omonima Confraternita si reca processionalmente in duomo, percorrendo la via Trieste, la via Legnano, piazza Neglia e la via Roma. Anche questa è tra le più anche istituzioni ennesi. Fu fondata nel 1531 da Lorenzo Mirabella barone della Mendola che nel 1526 aveva profuso i suoi averi per fare ricostruire una nuova chiesa sui ruderi della vecchia chiesuola della Madonna del Soccorso. A questa confraternita potevano aderire solamente i proprietari di mulini e i cernitori di farina. Accanto alla chiesa vennero costruiti altri locali, tra cui un sanatorio, che per la sua posizione isolata da nuclei abitati, venne usato come luogo di quarantena per i convalescenti di peste. I confrati di Maria SS. la Donna Nuova assistevano gli ammalati, e per tale servizio la confraternita ebbe privilegi dai re di Spagna e attestati di benemerenza andati perduti insieme agli arredi della chiesa durante il bombardamento del 13 luglio 1943. La mantelletta è di colore celeste; sotto di essa uno scapolare e una fascia dello stesso colore, con due risvolti a nappe che pendono dal lato sinistro.

Un tempo nella giornata del Lunedì Santo altre istituzioni religiose si recavano per l’ora di adorazione in duomo. Esse erano: i Reverendi Padri Riformati, la Pia Unione Figlie di Maria, l’Associazione Donne Cattoliche, le Parrocchie di S. Giovanni Battista, S. Tommaso, S. Cataldo e S. Agostino, l’intero Capitolo della Collegiata Chiesa Madre e il Collegio di S. Pietro. Quest’ultimo collegio, fondato nel 1581, aveva sede presso la chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Ad esso aderivano i mugnai, i panettieri e i pastai. Lo statuto del Collegio prescriveva ai confrati di vendere i loro prodotti tutti i giorni dell’anno nel cortile della chiesa, di cui ancora oggi si vede sulla via Roma il muro di cinta. Gli utili ricavati venivano destinati all’acquisto di beni comuni. Ai poveri bisognosi veniva distribuito un medaglione di rame con l’effigie dei Santi Pietro e Paolo, esibendo il quale, ogni martedì, potevano ritirare gratuitamente il vitto per una settimana. Durante la Quaresima dalle finestre del cortile venivano distribuite delle corde penitenziali che i fedeli mettevano al collo. Nel giorno di Pasqua queste corde venivano poste in un braciere acceso, mentre le campane suonavano a festa.
Il rettore del collegio veniva scelto tra i più stimati elementi della categoria. Egli aveva il privilegio di recarsi con alcuni confrati presso le carceri di via S. Girolamo, nel giorno del 29 giugno, festa dei due Apostoli, per distribuire ai carcerati e ai custodi un tipo speciale di pane con la “giugiulina” (sesamo) in cui erano stampigliati i due Santi. In questa occasione, il rettore aveva la facoltà di liberare un condannato a qualsiasi pena; questi veniva accompagnato a casa se concittadino, o alle porte della città se forestiero.
Hanno rivestito l’incarico di rettore del Collegio di S. Pietro don Giuseppe La Monica nel 1761, don Salvatore Alongi nel 1786, don Antonio Benedetto Gervasi nel 1801. Il Collegio è stato sciolto nell’ultimo dopoguerra.
 
Rino Realmuto

Video del Centro Video Mediterraneo di Enna relativi alla Settimana Santa e la Pasqua ennese. Regia di Paolo Andolina

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