Sicilia. Manifestazione unitaria di CGIL, CISL e UIL
Enna-Cronaca - 06/06/2013
“Dialogo e negoziato”: è quello che i sindacati confederali chiedono al presidente della regione, Rosario Crocetta, “per costruire un progetto condiviso e riformista per il lavoro e lo sviluppo, nel cui ambito siano garantite le tutele sociali e i diritti dei lavoratori”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, nella relazione che ha aperto, al teatro Politeama di Palermo la manifestazione regionale di Cgil, Cisl e Uil, alla presenza di oltre mille delegati, tra lavoratori, pensionati e giovani, da tutta la Sicilia. Un’iniziativa anticipatrice della manifestazione nazionale unitaria in programma il 22 giugno a Roma – che ha come rivendicazioni centrali la diminuzione delle tasse per lavoratori , pensionati e imprese che assumono, finanziamenti per le tutele sociali, rilancio delle politiche industriali e dell’istruzione, misure contro la
povertà- ma rivolta anche al governo regionale. “Crocetta – ha detto Pagliaro- non tema il confronto con il sindacato. E’ inammissibile che in tanti mesi ci si sia seduti a discutere solo episodicamente, sull’onda delle emergenze e nella maggior parte dei casi solo per trovare soluzioni temporanee, come nel caso dei precari. La Sicilia – ha aggiunto- in questo momento ha bisogno di ben altro, di un progetto di ampio respiro che abbia come cardini il risanamento dei conti, le politiche per il lavoro e lo sviluppo, il welfare, le tutele sociali. Vogliamo essere messi nelle condizioni- ha specificato Pagliaro- di dare il nostro contributo concreto, per giungere a soluzioni altrettanto concrete e condivise”. Il segretario della Cgil ha descritto un contesto che registra un reddito medio delle famiglie inferiore di 1/3 rispetto a quello medio nazionale, col risultato che oggi è in
difficoltà il 47,6% dei nuclei familiari. “In Sicilia – ha detto- dal 2008 si sono persi 100 mila posti di lavoro ed è venuto meno il 30% dell’apparato industriale. Di fronte a questo- ha sottolineato- cosa aspetta il governo regionale? Pensa che si possa andare avanti sforbiciando sui forestali, non dando risposte agli edili, rinviando la soluzione dei problemi dei precari, bacchettando chi protesta? Noi- ha detto Pagliaro- siamo disposti a fare la nostra parte e a raccogliere le sfide che si propongono, a partire da quella della produttività nella pubblica amministrazione e in tutti i settori pubblici, che non è né un totem, né un tabù. Ma a patto che anche il governo regionale faccia la propria parte, aprendosi immediatamente al confronto con le parti sociali che chiedono cambiamento vero e non a parole, riforme e investimenti per uscire dalla crisi garantendo ai lavoratori
tutte le forme di tutela possibile”. Il segretario della Cgil ha rilevato che “il mondo del lavoro è pronto al cambiamento e se è costretto a manifestare sotto palazzo d’Orleans, non è perché non vuole le riforme, ma perché vuole che queste riforme non siano fatte come sempre a spese dei più deboli, ma nella garanzia di reddito e tutele, che una società civile ha l’obbligo e il dovere di garantire a tutti”. “Basta – ha sostenuto- con la politica dei luoghi comuni, se Crocetta li sfaterà farà un gran servigio alla Sicilia. Un esempio per tutti: per quanto riguarda i forestali il problema non è quanti sono e quanto costano perché se utilizzati meglio, ad esempio nell’ambito di progetti di riassetto e di messa in sicurezza del territorio, ci si renderebbe probabilmente conto che attraverso di loro si possono produrre risparmi”. La questione, per il segretario
della Cgil, è “fare subito e senza esitazione, a cominciare dai fondi europei, che devono essere utilizzati non per spesa corrente ma per investimenti su progetti seri e credibili”. Pagliaro ha sottolineato che “i segnali sul fronte del lavoro e dello sviluppo uniti a quelli che riguardano la trasparenza, il rispetto delle regole e la legalità nella pubblica amministrazione, sono peraltro il migliore segnale antimafia che può venire da questo governo”.
“Il governo che nega il confronto al sindacato, gli toglie l’aria per respirare”. Non usa mezzi termini Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, mentre dal palco del Politeama di Palermo ripete che “la Regione deve sentire l’urgenza e il dovere di attrezzarsi con una strategia anticrisi e per far fronte all’emergenza economica e sociale. È questo il nostro unico obiettivo. Nessuno può darci lezioni di riformismo”. Parole non dissimili da quelle di Michele Pagliaro, numero uno della Cgil siciliana, che aprendo la manifestazione unitaria dei confederali, stamattina, in un teatro gremito di oltre mille delegati di ogni settore e di tutte le province dell’Isola, aveva detto che “il sindacato non è contro, è per un progetto condiviso e riformista per il lavoro e lo sviluppo. Al presidente della Regione diciamo che deve ascoltarci”. E anche Claudio Barone, segretario della Uil Sicilia, ha tenuto a rimarcare che “noi non abbiamo governi amici o nemici. Siamo per le risposte concrete alle domande di sviluppo. Ma sappia il governo che se non le fa con noi, le riforme, saremo noi a guidare la rivolta sociale che monta”.
Insomma, ha parlato con una voce sola stamani il sindacato siciliano, in un teatro nel quale è stato presente per un po’ anche l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi. E dal quale più di una volta si sono levate urla che invocavano la mobilitazione generale. Ai lavoratori, ai pensionati, ai giovani che affollavano platea e palchi, Cgil Cisl Uil hanno dato la parola. Ne è venuto fuori un vissuto di tensioni, preoccupazioni e vertenze emblematici della crisi economica e sociale che la regione vive. Così, Dioniso ha puntato il dito contro “quel nodo strutturale da sciogliere, che è la questione dei rifiuti. In Sicilia la raccolta differenziata è un miraggio”, ha denunciato. Rosy ha scoperchiato il pentolone dei call center raccontando di Almaviva, la principale società italiana del settore, e dei suoi 4.800 lavoratori a rischio in Sicilia. “Crocetta non ci ha mai convocati”, ha lamentato. Gaetano ha acceso i riflettori sui poli petrolchimici dell’Isola: da Milazzo a Priolo ad Augusta a Gela. “Vogliamo solo – ha sostenuto – che si rilancino investimenti, produttività e competitività, ma nel rispetto dell’ambiente”. “Non ci piace il meglio malati che disoccupati”. Poi è stata la volta di Giovanni, che ha parlato di una delle vertenze calde del momento: la formazione professionale regionale. “È la politica miope e clientelare che ne ha causato l’esplosione”, ha affermato sottolineando che “da anni il sindacato siciliano attende la riforma del settore ma che nessuna riforma si farà sulla pelle dei lavoratori”.
Ma momento clou della giornata, sono stati gli interventi dei segretari generali regionali. Bernava ha richiamato “l’alleanza sociale che portò in piazza a Palermo l’1 marzo di un anno fa, contro l’immobilismo dell’ultimo governo Lombardo, 25 mila tra lavoratori e imprenditori”. “Quell’alleanza in Sicilia ha anticipato il Paese”, ha sottolineato. Quanto a Crocetta, “negandosi al confronto ci insulta. Sappia che non saremo mai tappetini di questa politica. Chiediamo solo una strategia per lo sviluppo produttivo e misure per far fronte all’emergenza, a sostegno di chi rischia il posto, delle famiglie povere, dei non-autosufficienti”. Pagliaro ha parlato di “un progetto di ampio respiro che abbia come cardini il risanamento dei conti, le politiche per il lavoro e lo sviluppo, il welfare, le tutele sociali”. Barone ha insistito sull’urgenza di “far ripartire l’edilizia, di pagare i debiti delle pubbliche amministrazioni. Di accelerare la spesa dei fondi Ue”.