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In dirittura di arrivo il restauro della Chiesa Madre di Gagliano

Gagliano. Dal mese di novembre del 2009 la matrice, dedicata a San Cataldo, è chiusa per lavori di restauro e consolidamento. Sono trascorsi quasi quattro anni e solo ora si comincia a parlare di una prossima apertura.
L’impresa che sta portando avanti i lavori aveva fissato come termine ultimo per la consegna di questi ultimi il 10 ottobre 2013.
Quella data è ormai vicina, manca poco più di un mese ed oggi si inizia “a flotta”, come dice mons. Vito Vasta, arciprete e parroco di quella chiesa. Da oggi lavoreranno fianco a fianco: marmisti, decoratori, restauratori ed elettricisti. Questi ultimi completeranno l’impianto elettrico mentre, contemporaneamente, altri operai procederanno con la pavimentazione.
Si è quindi ormai in dirittura di arrivo ma, nonostante i lavori siano andati avanti continuativamente, senza mai fermarsi, se non per le festività, quasi sicuramente la consegna dei lavori potrebbe non avvenire il 10 ottobre di quest’anno, slittando ancora di qualche mese. Di certo, però, l’apertura della chiesa madre non tarderà ad arrivare.
Il ritardo nel completamento del restauro e del consolidamento è giustificato dai “tesori” che per lungo tempo sono rimasti nascosti sotto l’intonaco e che sono stati rinvenuti solo in fase di scrostamento.
Tante cose inaspettate e sconosciute sono venute fuori durante i lavori, causando un ritardo nella loro consegna. “I tempi si sono prolungati necessariamente – dice mons. Vasta – perché si sono rinvenute tante meraviglie a noi sconosciute. I lavori di restauro e di consolidamento, per esempio, ci hanno permesso di portare alla luce delle pitture finora completamente ignorate”.
La chiesa madre custodisce al proprio interno delle bellezze di cui per troppo tempo i gaglianesi non hanno potuto godere a pieno, come il soffitto ligneo a cassettoni.
Da lì sono passati popoli, secoli e civiltà che, man mano, hanno depositato un sostrato di testimonianze artistiche, culturali e storiche.
La chiesa madre risale al 1304, ma da allora moltissime cose sono cambiate. In quella data, per esempio, la chiesa già dedicata al patrono San Cataldo pare si trovasse più in avanti rispetto alla posizione attuale.
Valentina La Ferrera