Enna. Resta ai domiciliari datore di lavoro accusato di violenza sessuale
Enna-Cronaca - 24/09/2013
Enna. Il responsabile di un’impresa privata di pulizia , U.L.. di 45 anni, accusato di violenza sessuale nei confronti di due lavoratrici, arrestato dalla squadra Mobile,ai primi di settembre, rimane gli arresti domiciliari. Il Gip presso il tribunale oltre a confermare i domiciliari, ha dato parere negativo perché lo stesso potesse recarsi al lavoro. Le indagini da parte della squadra mobile continuano per cercare di avere un quadro, il più esatto possibile, della vicenda, partita dopo che le due donne lo hanno accusato di molestie sessuali, palpeggiamenti e proposte oscene. Lo stesso coordinatore dell’impresa di pulizia è accusato di stalking perché ricevute risposte negative ha incominciato a molestare e minacciare le due donne, un’autentica e continua persecuzione nei luoghi di lavoro. Il difensore, avvocato Giuseppe Lo Vetri, ha presentato un’istanza al Gip per conto del suo cliente, dichiarando che una delle due donne lo ha denunciato per ripicca, ma Luisa Maria Bruno l’ha respinta, per cui rimane ai domiciliari e vietato di andare a lavoro. Inoltre l’altra donna, dice il difensore, si è fatta condizionare dalla sua compagna di lavoro. Subito dopo l’interrogatorio di garanzia, il difensore aveva annunciato il deposito dei riscontri di una complessa indagine difensiva, che potrebbe scagionare il suo cliente. Gli agenti della squadra mobile, diretti dal vicequestore Giovanni Cuciti e coordinata dal pm Paola D’Ambrosio, hanno operato con discrezione visto la delicatezza della vicenda cercando di appurare la verità su questa vicenda dalle versioni contrastanti. La vicenda pare che si sia verificata in un ufficio pubblico dove l’impresa ha il compito di fare le pulizie della struttura, ma che viene mantenuta segreta proprio per non rendere identificabile le due vittime ed anche il coordinatore dell’impresa, che per il suo lavoro è costretto a trasferirsi in alcuni comuni della provincia, quindi difficilmente controllabile. Secondo la polizia, per le due donne era diventato un incubo andare a lavoro, per le vessazioni a cui lui le avrebbe sottoposte. La pressione dell’uomo è stata costante ed aggressiva,tendente ad approfittare , comunque, delle due donne sul piano sessuale, minacciando provvedimenti disciplinari, ma le due vittime hanno resistito ed addirittura una avrebbe minacciato di licenziarsi.