Piazza Armerina. Ricostruito l’omicidio dell’imbianchino che chiedeva 100 euro per un lavoro fatto
Enna-Cronaca - 09/10/2013
Piazza Armerina. Secondo le indagini svolte dalla squadra Mobile, diretta dal vice questore Giovanni Cuciti, e dagli agenti del Commissariato di Piazza Armerina, diretti dal vice questore Ferdinando Sardo, Guglielmo e Vincenzo Puglisi Cannarozzo, padre e figlio, poco prima della colluttazione in cui fu ucciso accoltellato il giovane Calogero Abati, il 28 settembre scorso, si sarebbero preparati allo scontro con l’imbianchino. La estensione delle indagini alla fase antecedente il delitto, anche in base alle dichiarazioni di Vincenzo Puglisi, che avrebbe ammesso di aver colpito lui, e non il padre, la vittima, nel corso della colluttazione dopo lo scontro verbale per la richiesta del pagamento del lavoro fatto dall’imbianchino. Gli inquirenti, diretti dal pm Anna Granata, hanno sentito diversi testimoni, oltre a visionare più volte le immagini di una videocamera, che evidenzierebbero un primo scontro, tra Puglisi e Abati, con quest’ultimo che chiedeva 100 euro per il lavoro fatto, in cui si vedrebbe quest’ultimo che scappa. Secondo una ricostruzione dei fatti è emerso che Abati avrebbe colpito ad una spalla con un coltello il giovane Puglisi, il quale poi, secondo quanto riferito dallo stesso al gip, durante l’udienza di convalida, stava andando in ospedale quando Abati è ritornato nuovamente all’attacco . Tra uno scontro e l’altro qualcuno avrebbe visto Guglielmo Puglisi,il padre, nascondere un coltello in un vaso, fuori dal bar. All’arrivo della vittima, Guglielmo Puglisi sarebbe stato trattenuto da alcune persone, mentre Abati gli avrebbe lanciato un pezzo di legno, che si trovava a terra ed in questa fase che Vincenzo lo avrebbe colpito. Ricevute le coltellate, si sarebbe rivolto a uno zio, che si trovava presente sul posto, alzando la maglietta, gli ha detto: “Guarda che mi ha fatto”; prima di cadere a terra. Questa ricostruzione dell’omicidio dovrà essere valutata dagli investigatori. I due Puglisi sono difesi dagli avvocati Norberto Liggieri e Flavio Sinatra e si parla con una certa insistenza di un delitto “d’impeto” e probabile che si faccia ricorso per chiedere la liberazione di Guglielmo Puglisi.