Il serial killer nicosiano Bartolomeo Gagliano bloccato in Francia

Bartolomeo GaglianoFinisce la fuga di Bartolomeo Gagliano. Il serial killer, evaso dopo un permesso premio, è stato catturato a Mentone, in Francia. Lo ha riferito il ministro Cancellieri, che ha accolto soddisfatta la notizia. «Evviva, evviva». Stamattina sarebbe stata individuata l’automobile di Gagliano. Poi nel pomeriggio l’arresto. Il killer è stato fermato dai francesi sulle alture dietro Mentone. Il pm Landolfi aveva spiccato un mandato di cattura internazionale. Adesso sarà necessario avviare una procedura di estradizione, ci vorranno da sette a 40 giorni.
Il pregiudicato 55enne, accusato di aver ucciso due prostitute e una transessuale, era detenuto presso il carcere di Marassi ed era fuggito durante il permesso premio a Savona. All’alba aveva fermato il commesso di una panetteria, impegnato a fare le consegne con la sua auto, e lo aveva minacciato con una pistola. «Andiamo a Genova», gli aveva detto caricando tre borse sulla vettura. Giunto nel capoluogo ligure aveva scaricato il panettiere vicino alla Lanterna ed aveva proseguito la fuga su una Fiat Panda Van di colore verde.
Il ministro Cancellieri, che stamane ha riferito sul caso alla Camera, ha annunciato un’indagine approfondita. “Una circostanza che intendo chiarire subito è che sia il magistrato di sorveglianza che il carcere di Genova erano a conoscenza dell’intero percorso giudiziario del detenuto”. Così il ministro della Giustizia nel corso dell’informativa nell’aula della Camera, sulla vicenda di Bartolomeo Gagliano. E aggiunge: “Si tratta di un episodio gravissimo che richiede un accertamento molto rigoroso. Inutile negare che questo rischia di essere un duro colpo a quanto stiamo facendo per rendere il carcere un luogo più civile e in grado di assolvere alla propria funzione rieducativa. Faremo chiarezza ed individueremo eventuali responsabilità. Fatti di questo genere non possono e non devono accadere”.
Da Genova è arrivata la prima risposta, proprio dal giudice di sorveglianza Daniela Verrina che ha firmato il permesso premio. Un provvedimento – ci tiene a spiegare – preso «su basi legittime, dopo un lungo studio delle relazioni che riportavano da tempo una compensazione del disturbo psichiatrico, lucidità, capacità di collaborare, tranquillità e nessun rilievo psicopatologico». Aggiunge: «È il caso più studiato di questo tribunale». Intanto è stata avviata un’azione disciplinare per il direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo. Per lui si profila un trasferimento. A breve sarà disposto il suo spostamento presso il Provveditorato regionale per la Liguria dell’Amministrazione Penitenziaria.