Parco eolico contrada Giunchetto di Nicosia: cinque gli indagati

Nicosia. Il Pm Fabio Scavone ha concluso le indagini sul parco eolico Giunchetto e a sorpresa nella vicenda c’è un quinto indagato che non figurava nei procedenti provvedimenti relativi al sequestro dell’impianto. Si tratta di Florence Duval, 26 anni di Haiti legale rappresentate della società Mistral che ha acquisito la maggioranza della Aerochetto, società che realizzo l’impianto di Giunchetto. Con la Duval, difesa dall’avvocato Raffaela Quintana sono indagati Antonio Artimagnella di Troina, legale rappresentante della Aerochetto fino al dicembre 2008; Carlo Durante di Roma, legale rappresentate della stessa società fino a giugno del 2012; Corrado Barberis di Alessandria che per un periodo ha rivestito la carica di amministratore delegato della Aerochetto che sono tutti difesi dall’avvocato Salvatore Timpanaro e Saverio Barile, legale rappresentante della Cedelt Spa, società che ha eseguito i lavori, difeso dall’avvocato Giorgio Varano. Le ipotesi di reato contestate nell’avviso di conclusione delle indagini sono l’inquinamento acustico e le violazioni edilizie, ipotesi per le quali lo scorso maggio il parco eolico Giunchetto era stato posto sotto sequestro dalla magistratura. Attualmente il parco è parzialmente ritornato in funzione anche da una decina di pale eoliche rimangono sequestrate perché sono quelle che produrrebbero inquinamento acustico e perché realizzate in modo difforme rispetto ai progetti, ma anche alle prescrizioni contenute nel decreto di autorizzazione dell’assessorato Territorio e Ambiente. Violazioni e inosservanze che avrebbero riguardato sia le opere a tutela dell’assetto idrogeologico della vasta area sulla quale sorge il parco costituito da 35 aerogeneratori, sia per quanto attiene almeno per una torre eolica al rispetto delle distanze minime dal centro abitato. Una delle torri infatti dista 4 chilometri e non 5 come prescritto da viale Vittorio Venero nel cuore della città.Rilevata anche la presenza di una strada che collega alcuni aerogeneratori e di una cabina elettrica che sarebbero totalmente abusive perché manca qualunque autorizzazione edilizia. Ad alcuni indagati viene contestata anche l’omessa realizzazione di opere di regimentazione delle acque che avrebbero provocato mutazioni del territorio interessato. I difensori degli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie, indagini difensive o chiedere l’interrogatorio degli indagati. Trascorso tale termine il procuratore Scavone che ha aperto il fascicolo di indagine nell’ottobre 2010, procederà a formulare le richieste di archiviazione o di giudizio. Il fascicolo era rimasto a lungo a carico di ignoti e solo dopo i primi accertamenti ci furono le iscrizioni nel registro degli indagati. A dare impulso all’inchiesta sono state le conclusioni del perito geologo incaricato dalla Procura di accertare se le torri eoliche rispettano le norme ambientali e se è realizzato conformemente a quanto previsto dai progetti e dalle autorizzazioni della Regione e dei Comuni che hanno rilasciato le licenze edilizie.