Piazza Armerina. Utilizzavano i soldi della scuola per gite: Delle Cave condannato a 20 mesi

Giovanni Delle Cave, ex direttore amministrativo dell’Istituto Tecnico per Geometri Leonardo Da Vinci di Piazza Armerina è stato condannato con il rito del patteggiamento. Giovanni Delle Cave si è reso responsabile di peculato, avevano utilizzato dei soldi dell’Istituto per effettuare delle gite all’estero. L’ex direttore amministrativo è da tempo reo confesso nell’inchiesta per peculato che vede coinvolto anche il dirigente scolastico dell’Istituto armerino Giovanni Scollo e sugli ammanchi Delle Cave è il maggior accusatore del suo ex dirigente. Il difensore di Giovanni Delle Cave, l’avvocato penalista Giovanni Palermo, ha chiesto il rito del patteggiamento per il suo cliente ed il Gup Elisabetta Mazza lo ha ratificato, grazie anche che al parere favorevole espresso dal pm Marco Di Mauro. Poi il giudice, per effetto della sentenza di patteggiamento, ha dichiarato la sua incompatibilità per decidere sugli altri imputati nelle vicenda. Gli atti, quindi, sono stati trasmessi al presidente del Tribunale, sarà poi un altro giudice che dovrà decidere sulle richieste che riguardano il dirigente scolastico Giovanni Scollo, difeso dagli avvocati Antonio Impellizzeri e Marco Di Dio Datola e di un terzo indagato, R.T., che è però accusato solo di una presunta aggressione, assieme allo stesso Scollo, nei confronti di Giovanni  Delle Cave; ma anche Delle Cave è accusato di aggressione avendo  minacciato, armato di un bastone particolare, il dirigente scolastico. L’inchiesta sull’ammanco dei soldi dalle casse dell’Istituto coinvolge sia Giovanni  Scollo e che Giovanni Delle Cave, i quali sono accusati di essersi appropriati con false delibere e mandati di pagamento di circa 300 mila euro di proprietà  dell’istituto. Ovviamente su questo ammanco ci sono versioni diversificate sia di Delle Cave che si accusa ed accusa Scollo e quest’ultimo che accusa solo Delle Cave di questi prelievi, effettuati tramite delibere e mandati di pagamento che contenevano delle firme false del dirigente scolastico.