Due extracomunitari, domiciliati a Piazza Armerina, autori di omicidi durante la traversata, Procura chiede aumento pene

La procura Generale di Palermo ha fatto ricorso in appello, chiedendo per un nigeriano, Emeka Ohakete, ed un ghanese, Faisl Igala, che a novembre del 2012, che vivono a Piazza Armerina, di non riconoscere nella condanna inflitta le attenuanti, ma di aumentare le pene in quanto si sono resi responsabili, nella traversata effettata nel 2011, di omicidio aggravato assieme ad altre quattro persone. I due extracomunitari, nel novembre del 2012, a pochi mesi dalla traversata, furono arrestati dalla squadra Mobile di Enna e dagli agenti del commissariato di Piazza Armerina in esecuzione di ordine di cattura che era stato emesso dai giudici del tribunale di Agrigento. I due erano accusati di avere gettato in mare ed ucciso altri migranti che stavano facendo la traversata assieme a loro. La Procura di Palermo sostiene che le condanne inflitte dalla Corte d’Assise di Agrigento a 18 anni a Ohalete e a 14 anni ai Faisal sono poche, bisogna togliere le attenuanti ed aumentare la pena, anche condannandoli all’ergastolo per quello che hanno fatto durante la traversata. Ohalete è accusato di aver tolto la vita a “un numero indeterminato di uomini”, durante la traversata, mentre Faisal è accusato di avere ucciso una persona buttandola a mare. La Corte d’assise della Città dei Templi, grazie all’intervento difensivo dell’avvocato ennese Luca Di Salvo per Ohalete e di Andrea Di Salvo per Faisal ha concesso le attenuanti generiche, prevalenti sull’unica aggravante rimasta che è quella di aver approfittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare le possibilità di autodifesa delle vittime. E’ stato anche detto che molti avevano bevuto acqua di mare che crea allucinazioni ed anche che un santone a bordo invitava di buttare in mare e picchiare le persone inermi, perché secondo lui “portavano male”.