Enna. Aggredì passante, mise a soqquadro la camera di sicurezza, ora processo da rifare, deciso da Corte di appello di Caltanissetta

Corte di appelloEnna. La Corte di Appello di Caltanissetta, Presidente Dr. Aloisi, giudici a latere D.ssa Occhipinti e Dr. Tona, ha annullato la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Enna, nei confronti di Salvatore Cutaia, 49 anni,che era stato condannato a dieci mesi di reclusione perché il 6 agosto, nella centralissima piazza Vittorio Emanuele, aveva preso per il collo un passante e, a seguito dell’intervento dei carabinieri per bloccarlo, si era voltato contro di loro, poi, giunto in caserma aveva anche messo a soqquadro la camera di sicurezza. Il motivo dell’annullamento è di tipo procedurale. L’imputato è un sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno era stato condannato a 4 mesi di arresto per violazione della misura di prevenzione. L’avvocato Andrea Di Salvo fa notare che nella rubrica della sentenza sono indicati due capi d’imputazione completamente diversi (probabilmente dovuti a refuso con altra sentenza), individuandosi le imputazioni in due episodi di resistenza a pubblico ufficiale. La procura della Repubblica (nella persona del Procuratore della Repubblica) aveva individuato l’errore ed aveva chiesto al Tribunale di Enna di procedere e il Tribunale, con ordinanza del 8 Aprile 2013, aveva provveduto a correggere l’errore. La Corte d’Appello nissena ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato secondo cui non si tratta di errore materiale ma di “vizio di forma comportante la nullità assoluta della sentenza emessa per violazione del principio di corrispondenza tra imputazione e condanna, che non consente, ad avviso dell’avvocato Andrea Di Salvo, di difendersi compiutamente dal momento che “le motivazioni sono totalmente estranee ai fatti indicati in sentenza”. Pertanto, per il “cavillo” suddetto, la Corte d’Appello ha dovuto rinviare gli atti al Tribunale di Enna perché si rifaccia il processo di “primo grado”.