domenica , Maggio 9 2021

Vallone Canalotto di Calascibetta: ancora “battibecchi” tra Pd e l’Associazione Hins al Giran

calascibetta Villaggio BizantinoCalascibetta. Senza un confronto tra le parti, il patrimonio culturale di Vallone Canalotto, dove spiccano le tracce della dominazione bizantina, rischia di diventare terreno di scontro. La politica da un lato e l’associazione Hisn al-Giran (che gestisce due ettari di bosco, all’interno del quale è ubicata parte dell’area archeologica) dall’altro infatti non riescono a trovare un’intesa. Nei giorni scorsi il segretario del Partito democratico, Elio Librizzi, aveva dichiarato: «Occorre ripristinare la legalità all’interno del sito archeologico Canalotto”». Una frase apparsa poco chiara al presidente dell’associazione Hins al-Giran Gianluca Rosso: «Non capisco cosa c’è di illegale a Canalotto, ci sono dei giovani che tengono pulita un’area dove ricade parte del sito archeologico». Ieri, sia il segretario del Pd che il presidente dell’associazione Hisn al-Girn hanno chiarito alcuni aspetti della vicenda. «Il ripristino della legalità all’interno del sito archeologico Vallone Canalotto vuol dire lasciare il cancello della Forestale aperto, senza lucchetto» spiega il segretario del Pd Elio Librizzi che aggiunge: «Occorre rendere fruibile l’importante zona turistica senza che sia necessario, durante alcuni giorni della settimana, telefonare ai giovani dell’associazione Hisn Al-Giran per aprire il cancello della Forestale. Insomma necessita trovare un punto di incontro senza ledere nessun diritto, senza dover danneggiare i giovani dell’associazione culturale Hins al-Giran». Dall’altra parte l’associazione Hins al-Giren si difende così: «La convenzione quinquennale (2012-2017) stipulata con l’Azienda Forestale di Enna – spiega il presidente Gianluca Rosso – implica la responsabilità dei membri dell’associazione sulle persone che accedono al sito e su tutto ciò che accade all’interno dell’area stessa. Tra il 2011 e il 2013, quando il sito era accessibile 24 ore su 24, abbiamo dimostrato, attraverso documentazione fotografica, come il sito abbia subìto diversi atti di vandalismo. Se davvero si vuole agevolare e migliorare la fruibilità del Villaggio Bizantino bisogna iniziare con piccoli interventi rendendo pienamente efficienti i servizi igienici, trasformando in un punto di accoglienza e informazione il prefabbricato all’ingresso del sito (noi dell’associazione abbiamo trascorso l’inverno in macchina pur di tenere il sito tutelato e fruibile), nonché ripristinando le staccionate lignee e i sentieri».
Francesco Librizzi