giovedì , Febbraio 25 2021

Lettera aperta del Prefetto di Enna al Sindaco di Regalbuto

regalbuto contadino ss121Si riporta la lettera aperta del Prefetto di Enna, Fernando Guida, diretta al Sindaco di Regalbuto, in relazione alle recenti dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi alla stampa locale.

Egregio Sindaco, sono sinceramente sorpreso e stupito per le recenti dichiarazioni rilasciate da lei e da altri Amministratori del Comune di Regalbuto, riportate dagli articoli di stampa apparsi nei giorni scorsi, in merito alle quali ritengo opportuno formulare alcune precisazioni, per una corretta informazione dell’opinione pubblica, fuorviata dalle suddette dichiarazioni.
Diversamente da quanto lamentato, ho riservato, sin dall’inizio dell’attività di accoglienza, a codesto Comune, come peraltro agli altri centri della provincia, particolare attenzione, monitorando gli eventuali elementi di tensione e criticità per le comunità locali. Al riguardo, Le ricordo che personalmente mi sono recato di recente in visita presso il centro SPRAR attivo nel Comune, ed altre ispezioni sono state effettuate personalmente da me e dagli altri funzionari della Prefettura. Nessun episodio di rilievo per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato rilevato dalle forze dell’ordine opportunamente sensibilizzate anche nel corso di apposite riunioni tecniche di coordinamento, in occasione dei diversi servizi effettuati. L’unico evento registratosi è il recente danneggiamento sul quale si dirà in seguito.
Con riferimento, invece, alle dichiarazioni attinenti “all’affidamento ai privati, che fanno business” “senza coinvolgere i comuni” preme ricordare che questa Prefettura, già dall’ottobre scorso, ha avviato un’indagine volta ad individuare strutture idonee all’accoglienza esclusivamente per il tramite dei Sindaci dei Comuni della Provincia, che tuttavia non hanno indicato strutture sufficienti ad accogliere il necessario numero di immigrati. Peraltro, anche il bando recentemente pubblicato – secondo le disposizioni ministeriali dirette ad accrescere la concorrenza ed a ridurre i costi di gestione – prevede la possibilità per tutti gli enti pubblici di partecipare alla gara per la gestione dell’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti asilo. Lo stesso Governo nazionale ed, in particolare, il Ministero dell’Interno, consapevoli dei notevoli sforzi compiuti dalla Regione Sicilia nell’attività di accoglienza, hanno stabilito, sin dall’incontro della Conferenza Unificata del 10 luglio scorso, che ulteriori arrivi di cittadini stranieri dovranno essere ripartiti sul territorio nazionale, fatta eccezione per la Sicilia.
Con l’occasione, si precisa altresì che, come più volte chiaritole sia da me che dal mio capo di gabinetto, la paventata apertura di un ulteriore centro gestito da privati risulta ancora del tutto eventuale, in quanto l’edificio in esame è stato identificato come possibile luogo di accoglienza da un partecipante al citato bando di gara ed il cui iter non risulta ancora concluso. Pertanto, affermare che la stessa costituisca un centro già autorizzato dalla Prefettura costituisce un’affermazione priva di fondamento.
Prima di un possibile trasferimento di cittadini stranieri presso il Comune di Regalbuto occorre, infatti, che si proceda all’individuazione di un vincitore della suddetta gara, alla successiva aggiudicazione e, solo qualora il precitato partecipante risulti vincitore, ad una verifica specifica sulla sicurezza dell’edificio che viene svolta da questa Prefettura, avvalendosi di apposita commissione.
Appare, pertanto, che le preoccupazioni manifestate siano quantomeno premature e addirittura del tutto infondate qualora l’edificio si riveli privo dei requisiti di legge già a seguito delle verifiche doverosamente disposte dal Comune, ed ancor prima del sopralluogo della citata commissione.
Nello specifico, si rileva inoltre che – al momento – il Comune di Regalbuto ospita soltanto 15 cittadini stranieri in forza di convenzioni stipulate con lo scrivente, a fronte dei 70 più volte richiamati dalle note di codesto Ente. Non si può ascrivere, infatti, alla volontà di questa Prefettura l’adesione al progetto SPRAR e la disponibilità manifestata per l’accoglienza di cittadini stranieri già riconosciuti quali beneficiari di tutela internazionale che, tra l’altro, risultano essere al momento 25 circa.
Vorrà convenire comunque sulla circostanza che l’accoglienza dei 40 cittadini stranieri complessivamente presenti, al momento, sul territorio di Regalbuto abbia consentito un incremento dei livelli occupazionali ed il sostegno di un’attività alberghiera sul territorio comunale; dati certamente non trascurabili per una realtà economica momentaneamente stagnante come quella della provincia di Enna in generale e del Comune di Regalbuto in particolare. Anche lei sembra esserne convinto, come risulta dalla Sua nota del 17 luglio, ove definisce i migranti “un’opportunità per il Comune di Regalbuto”.
Per quanto concerne, invece, la sicurezza e l’ordine pubblico, nel ribadire che l’unico evento rilevante debba essere individuato nel recente danneggiamento occorso alla suddetta struttura (posto in essere la sera stessa della pubblicazione delle dichiarazioni da lei rilasciate alla stampa) le faccio presente che la locale Questura ha evidenziato la relazione diretta tra le dichiarazioni suddette e quanto avvenuto.
Alla luce di quanto sopra, appare evidente che il paventare rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico potrebbe diffondere un ingiustificato allarme nella comunità, considerato – in particolare – che la collettività di cittadini stranieri richiedenti asilo presenti in provincia risulta delinquere, in proporzione, addirittura meno rispetto alla media dei cittadini italiani della Provincia, che pur è considerata tra le dieci province italiane con il maggior livello di sicurezza.
Risulta inoltre che in comunità ben più ridotte di quella del Comune di Regalbuto (come nel caso del Comune di Aidone con quasi 100 cittadini stranieri) la presenza ben più consistente non abbia portato al momento ad un incremento dei reati ma – grazie alla professionalità dei diversi operatori dei centri nonché allo spirito di profonda collaborazione ed al senso di ospitalità dei cittadini di Aidone – ad una graduale integrazione degli stranieri accolti.
Senza dubbio la differenza di culture, razze e religioni può determinare delle tensioni che, tuttavia, costituiscono probabilmente un passo necessario verso l’integrazione, la crescita culturale e l’abbandono di strumentalizzazioni connesse ad intolleranza e razzismo.
Tanto premesso, certo della sua consueta collaborazione, la ringrazio del doveroso contributo al nobile impegno dell’Italia nell’accoglienza dei cittadini stranieri che raggiungono le nostre coste e nel contrasto a forme di violenza ed intolleranza che potrebbero annidarsi dietro il recente incendio alla suddetta struttura.


Foto dal sito del Comune di Regalbuto: Contadino che col proprio mulo percorre la strada statale 121 (Calvario, Via Palermo)