martedì , Marzo 9 2021

Aidone. BENI COMUNI. Parte la raccolta di firme per la Legge di Iniziativa Popolare

È partita in Aidone, per iniziativa dell’Ecomuseo “I semi di Demetra” e il Comitato Cittadino, la raccolta di firme per portare in Parlamento la Legge di Iniziativa Popolare (LIP) sui Beni Comuni. Martedì è stata presentata in Aidone dal dott. Luigi de Giacomo, segretario nazionale del Comitato Nazionale sui beni comuni “Stefano Rodotà” , che ha incontrato i promotori locali chiarendo le finalità della legge, le modalità di raccolta delle firme e quanto c’è da sapere sulla nascita della Società Cooperativa di mutuo soccorso”Stefano Rodotà”.

Il giurista scomparso circa un anno fa è richiamato nelle varie intestazioni perché la legge che si vuole presentare è esattamente il disegno di legge costituzionale n. 2031 presentato, il 24 febbraio 2010, dalla Commissione da lui presieduta e di cui facevano parte i senatori Casson, Veronesi, Garavaglia, Ichino, Zavoli per citarne solo qualcuno. La proposta, come succede a tante altre leggi che potrebbero avere un effetto dirompente soprattutto dal punto di vista sociale, ambientale, giudiziario, è rimasta sepolta al Senato finché il Comitato presieduto dal giurista Ugo Mattei non l’ha riesumata e riproposta, nella forma originale approvata dalla Commissione Rodotà, perché fosse ripresentata in forma di legge di iniziativa popolare che richiede la raccolta di almeno 50.000 firme certificate. Il comitato per dare più forza alla proposta e perché il messaggio popolare suoni forte e coraggioso, si propone di raccoglierne almeno un milione. La campagna è partita in tutta Italia, le firme possono essere apposte negli uffici elettorali del proprio comune entro la fine di luglio, o presso i notai autorizzati e nei banchetti allestiti dai comitati entro il 20 agosto. Domenica 7 Aidone aderisce al firma-day Sicilia con la costituzione del primo banchetto nei pressi del Museo Archeologico, luogo simbolo.

La differenza tra beni comuni e i beni pubblici e demaniali potrebbe sembrare una questione di lana caprina e io sono la persona meno adatta a dare una spiegazione convincente, ma aiutandomi con il testo stesso del disegno di legge provo a spiegarlo. La riforma interessa l’articolo 810 del Codice civile Dal punto di vista dei fondamenti, la riforma si propone di operare un’inversione concettuale rispetto alle tradizioni giuridiche del passato. Invece del percorso classico che va «dai regimi ai beni», l’indirizzo della Commissione procede all’inverso, ovvero «dai beni ai regimi». L’analisi della rilevanza economica e sociale dei beni individua i beni medesimi come oggetti, materiali o immateriali, che esprimono diversi «fasci di utilità. Di qui la scelta della Commissione di classificare i beni in base alle utilita` prodotte, tenendo in alta considerazione i princìpi e le norme costituzionali – sopravvenuti al codice civile – e collegando le utilita` dei beni alla tutela dei diritti della persona e di interessi pubblici essenziali. Preliminarmente, si e` proposto di innovare la stessa definizione di bene, ora contenuta nell’articolo 810 codice civile, ricomprendendovi anche le cose immateriali, le cui utilità possono essere oggetto di diritti: si pensi ai beni finanziari o allo spettro delle frequenze. Si e` poi delineata la classificazione sostanziale dei beni. Si e` prevista, anzitutto, una nuova fondamentale categoria, quella dei beni comuni, che non rientrano stricto sensu nella specie dei beni pubblici, poichè sono a titolarità diffusa, potendo appartenere non solo a persone pubbliche, ma anche a privati. Ne fanno parte, essenzialmente, le risorse naturali, come i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque; l’ aria; i parchi, le foreste e le zone boschive; le zone montane di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fauna selvatica e la flora tutelata; le altre zone paesaggistiche tutelate. Vi rientrano, altresì, i beni archeologici, culturali, ambientali. Sono beni che – come si è anticipato – soffrono di una situazione altamente critica, per problemi di scarsità e di depauperamento e per assoluta insufficienza delle garanzie giuridiche. La Commissione li ha definiti come cose che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona, e sono informati al principio della salvaguardia intergenerazionale delle utilità. Per tali ragioni, si e` ritenuto di prevedere una disciplina particolarmente garantistica di tali beni, idonea a nobilitarli, a rafforzarne la tutela, a garantirne in ogni caso la fruizione collettiva, da parte di tutti i consociati, compatibilmente con l’esigenza prioritaria della loro preservazione a vantaggio delle generazioni future”. (dalla presentazione della proposta di legge al Senato nel 2010).

Due principi, in qualche modo rivoluzionari guidano la stesura della legge: 1. “i beni comuni … esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali nonché al libero sviluppo della persona” . 2. “ I beni comuni devono essere tutelati e salvaguardati dall’ordinamento giuridico anche a beneficio delle generazioni future” . Se a quasi dieci anni stiamo qui a parlarne forse aveva ragione Rodotà quando definì la sua proposta “una ragionevole follia

Contestualmente nei banchetti verrà proposta la sottoscrizione per la partecipazione alla Società Cooperativa di mutuo soccorso “Stefano Rodotà”, “una rete permanente ad azionariato popolare, uno strumento concreto per intraprendere azioni in difesa dei beni comuni… nel principio della salvaguardia intergenerazionale e proteggendo i diritti futuri…” . Generazioni Future è il sito che collega le due operazioni (due firme) distinte ma convergenti.


Franca Ciantia