lunedì , Gennaio 18 2021

A Villarosa sono molti gli immobili lasciati in abbandono

Villarosa. Molti sono gli immobili ed i luoghi situati nei tradizionali quartieri, che si trovano da moltissimi anni in uno stato di abbandono e di degrado tale da incidere negativamente non solo sull’immagine, sul decoro e sul senso di appartenenza dei cittadini, ma anche, in alcuni casi, sull’igiene e sulla sicurezza urbana. Un tempo questi quartieri erano il vero cuore pulsante del paese. Adesso, tanto per fare un esempio, ma c’è solo l’imbarazzo della scelta, è sufficiente recarsi nella centralissima via Roma, dove ha sede il plesso scolastico Silvio Pellico, per accertare la situazione di degrado in cui viene tenuto un immobile. Abitazione abbandonata, possibilmente perché i proprietari sono emigrati, o perché non risponde alle esigenze di una moderna famiglia che ha bisogno di maggiori spazi. Cosa che hanno fatto molte famiglie negli anni ‘70 e ‘80, grazie ad un nuovo benessere che per fortuna è arrivato anche a Villarosa. Invece di restaurare, ristrutturare e riammodernare (infausta è stata la scelta delle amministrazioni di quell’epoca di non dare la possibilità di abbattere e ricostruire le vecchie abitazioni del centro), si è preferito lasciarle e spostarsi nelle nuove zone di espansione urbana, lasciando nei quartieri tradizionali solo piccoli ricordi che, con il tempo e con la scomparsa delle persone più anziane, sono svaniti. Insomma, l’edificio che si trova proprio di fronte il portone d’entrata della scuola elementare, preso ad esempio è in totale stato di abbandono da moltissimi anni, le cui caratteristiche estetiche costituite dalla facciata e balcone fatiscente, dalle erbacce e dal fiorente “ficus villarosano”, così è definito nei social, testimoniano l’assenza di ogni attività di manutenzione e di pulizia di lunghissima data.

Un altro simbolo di abbandono e degrado è lo stabile di corso Garibaldi, vicino l’ex cinema, che seppur il marciapiede ripulito da qualche settimana nella parte recintata, rimane pur sempre un brutto biglietto da visita per chi viene da fuori, trovandosi all’ingresso del paese. E le superbe piante di fichi d’india che crescono rigogliose sul tetto lo testimoniano ampiamente.

Giacomo Lisacchi