venerdì , Gennaio 22 2021

Conversando con Victoria Corsini, nipote di Andrea Ignacio Corsini “el caballero cantor”

Di Andrea Ignacio Corsini (1891-1967), “el caballero cantor” (il cantante gentiluomo), che in Argentina è celebrato come “cantor nacional” di tango, ho parlato a lungo in questi giorni con sua nipote Victoria Corsini, che vive a Buenos Aires. In Argentina, Ignacio Corsini godeva di grande popolarità, quando era vita. A distanza di 53 anni dalla sua morte, popolare lo è ancora e gli argentini non l’hanno dimenticato. Della memoria del nonno, Victoria è la custode. Parlandone con lei, ho provato interesse ed empatia per il cantante gentiluomo, per gli aspetti privati ed umani della sua straordinaria storia di cantante e paroliere del tango argentino, “un pensiero triste che si balla”. La sentiamo spesso questa definizione del tango che diede Enrique Santos Discépolo. “El caballero cantor” non conobbe i suoi genitori. Conoscendo la storia di Ignacio Corsini, che inizia dalla zona nord della provincia di Enna tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 e finisce negli anni ’60 del secolo scorso, ho capito che non è solo un brillante aforisma. A prendersi cura di lui, quando ancora era in fasce, fu Soccorsa Salamone, una donna nicosiana di 37 anni che allattava i bambini degli orfanotrofi. E’ da un orfanotrofio che Soccorsa prese il piccolo che allattava e se lo portò a casa trattandolo come fosse suo figlio. “A casa mia si diceva che il nonno sarebbe stato in un orfanotrofio di Troina e che considerò la signora Soccorsa, la sua madre di latte, come se fosse la sua vera madre, che lo sostenne economicamente ed affettivamente”, ricorda Victoria. Dell’infanzia di Ignacio si sa poco, ci sono molti buchi neri, che neppure una nipote che ne custodisce la memoria può chiarire. “Quello che so, l’ho appreso da Rosa Bollini, una sorellastra di mio nonno”, mi ha detto Victoria. Questa sorellastra di suo nonno le ha raccontato che Soccorsa e il bambino vissero anche a Troina e nel 1901, emigrarono in Argentina, che raggiunsero a bordo della nave a vapore Antonia. Subito dopo l’arrivo in Argentina, si sposò con Bollini, vedovo che aveva tre figlie, emigrato pure lui provenendo dall’Italia. “Per molti anni mio nonno portò il nome di Bollini”, racconta Victoria. Sempre da quella sorellastra del nonno, Victoria ha appreso che Soccorsa non aveva mai voluto parlare della provenienza di Ignacio, manteneva un assoluto riserbo. Soccorsa aveva distrutto persino i passaporti, il suo e quello di Ignacio. Solo lei avrebbe potuto fare chiarezza sui lati oscuri dell’infanzia del caballero cantor, se l’avesse voluto. Con quell’impenetrabile segretezza, era come se avesse voluto proteggere il bambino che aveva tirato fuori dall’orfanotrofio. E gli sarebbe rimasto quel cognome Bollini, se non ci fosse il colpo di teatro di Soccorsa alla celebrazione delle nozze di Ignacio, diciannovenne, con Victoria Pacheco. “Quel giorno Soccorsa Salamone interruppe il funzionario che celebrava il matrimonio e disse che mio nonno non si chiamava Bollini, ma Andrea Ignazio Corsini e che era figlio di Andrea Corsini. Nell’atto di matrimonio mio nonno figura con questo nome. Da quel giorno cambiò definitivamente il suo cognome”, racconta Victoria. Quando era ancora in vita, è già affermato ed apprezzato cantante e paroliere di tango a livello nazionale, negli anni ’30 del ‘900, Corsini cercò di risalire alle sue origini. Tra i documenti che Victoria mi ha mandato c’è la corrispondenza con autorità civili e religiose siciliane alle quali Corsini chiedeva informazioni da cui risalire ai suoi genitori. Tentativi che si risolsero in nulla di fatto. Deve essere stata grande l’amarezza che gli procurò il fallimento di questi tentativi. Victoria ricorda di aver sentito a casa sua che la vera madre di suo nonno sarebbe stata una giovane donna molto carina che avrebbe avuto una storia d’amore con un proprietario terriero dell’Italia settentrionale di nome Andrea Corsini. La giovane lo avrebbe lasciato in un comune e da lì portato in un orfanotrofio dove la signora Salomone lo avrebbe allattato e cresciuto come suo figlio. Congetture e ricostruzioni, che solo Soccorsa poteva confermare o smentire. Ma non l’ha voluto fare avvolgendo in un indecifrabile mistero le origini del caballero cantor. “Nonostante molti suoi amici si erano offerti ad accompagnarlo, mio nonno non volle mai ritornare in Italia, neppure per un breve soggiorno”, mi ha confidato Victoria. Di sicuro non dimenticò gli anni vissuti nell’orfanotrofio. “Voglio raccontarti un fatto curioso su mio nonno: quando andava all’interno dell’Argentina a cantare negli orfanotrofi e nelle carceri, lo faceva gratis”, questo mi ha detto Victoria alla fine di una lunga ed interessante conversazione che ho avuto con lei. Un ulteriore conferma che Andrea Ignacio Corsini fu davvero il cantante gentiluomo.

Silvano Privitera