martedì , Gennaio 26 2021

Colpo di coda del covid nel nicosiano (atto II)

Fortunatamente, anche se qualcuno già si stava ampiamente prodigando a dire che era tutto falso quanto da noi precedentemente pubblicato, la notizia che a Nicosia ci sia stata una festa (il 20 Dicembre), nello specifico un diciottesimo con circa 150 invitati, e che questa festa potrebbe essere causa scatenante di un focolaio Covid è ora diventato oggetto di diversi articoli in altre testate anche a livello regionale Ansa compresa. Ma, a questo punto, sorgono dei dubbi che ci poniamo. Ovviamente non siamo certo quelli a volerci ergere a “salvatori” o “censori” del territorio, ma semplicemente siamo cittadini preoccupati del nostro bene più importante, ovvero la salute.

L’Asp ha saputo qualcosa di questa festa? Il titolare del locale ha informato chi di dovere? Aveva un registro? Era in regola con tutte le misure igienico sanitarie?

Non stiamo, ovviamente, dubitando sulla buona fede di gestore e Asp, ma sappiamo bene che un diciottesimo è normalmente una festa di ragazzi e ci pare alquanto improbabile (non diciamo impossibile) che si riescano a contenere dei ragazzi in tavoli di 4 persone perennemente distanziati tra di loro. Può essere che non si siano fatti una foto di gruppo? I regali a questa ragazza come venivano consegnati?

Ammettiamo che questo focolaio non abbia la propria origine da quella festa. Qual è la sua origine?

La cosa, ovviamente, diventa ancora più grande, perché vuol dire che la situazione è sfuggita di mano e nel territorio regna la totale anarchia per quanto concerne il rispetto delle regole igienico sanitarie. Anche perché più di 50 contagi in un territorio piccolo come il nostro è una vera “bomba”.

I sindaci di Capizzi e Nicosia sapevano di questa festa?

La domanda è ovviamente retorica. Ma il punto della domanda è adesso. Ora che c’è un sospetto, si farà (o è già in atto) qualcosa per ricostruire la verità? Non è una caccia alle streghe o puntare un dito contro un noto locale nicosiano ma è, anzi, una domanda a tutela dello stesso locale che, se dovesse uscire da eventuali indagini che si è svolto regolarmente ne uscirebbe rinforzato anche alla luce del fatto che la gente ormai “sa” (virgolettato d’obbligo perché, giustamente, si sa come si possono costruire castelli tra i mormorii della gente).

Il punto è chiaro: troviamo, se ci sono, responsabilità. Ma pensiamo anche alla salute. Il Sindaco di Capizzi ha già mandato un indirizzo chiaro in quest’ultimo aspetto in una sua diretta su facebook, ed ha scritto al Prefetto. Anche il sindaco di Nicosia, alla luce del fatto che ormai tutti guardano a questa festa svoltosi nel territorio nicosiano, sicuramente dovrà rilasciare qualche comunicazione.

Noi restiamo in attesa di trovare risposta a queste tre semplici domande, e ci aspettiamo che Sindaco di Nicosia, Capizzi e vertici Asp non avranno niente in contrario a rispondere (noi siamo a disposizione) anche per rassicurare i cittadini.

Perché sì, era zona gialla e la festa, un pranzo, poteva essere tenuto “per legge”. Ma forse quello che più dovrebbe guidare tutti noi non è il semplice compitino di aver “rispettato la legge” (punto, ovviamente di partenza), ma anche il buonsenso.

L’ultima domanda viene posta al nucleo familiare che ha organizzato l’evento e a tutte le famiglie che ci leggeranno. Noi speriamo che non sia stata questa festa il principio del focolaio. Ma era proprio necessario una festa? Era un bisogno così irrefrenabile in questo momento in cui l’Italia e il mondo intero sta lottando con una pandemia che ha causato più di un milione di morti e tanta sofferenza? Vero, potremmo ricevere come risposta, che i 18 anni si compiono una volta nella vita. Ma c’è chi a causa di questa Malattia ha perso l’unica vita che aveva.

news di riferimento:

Colpo di coda del covid nel nicosiano