lunedì , Gennaio 18 2021

Aidone: nuova battaglia dell’Archeoclub per evitare il ritorno degli argenti negli States

Aidone. Nel decennale della restituzione all’Italia degli argenti di Epolemo, l’Archeoclub Aidone Morgantina si intesta un’altra battaglia finalizzata a bloccare il rimpatrio dei prestigiosi pezzi, previsto ogni quattro anni e per quarant’anni, secondo quanto stabilito nell’accordo tra Italia e States, che metterebbe a serio rischio l’incolumità dei 16 pezzi di argenteria ellenistica, trafugati dall’area archeologica di Morgantina. Una lettera aperta è stata inviata ai massimi vertici locali, regionali e nazionali e sottoscritta, oltre che dall’Archeoclub locale, anche da diverse altre associazioni di volontariato. “Ricorrendo nell’anno 2020 il decennale della restituzione all’Italia del tesoro –affermano- chiediamo che in occasione di questa importante ricorrenza si possa tornare urgentemente a discutere sull’opportunità che l’accordo tra lo Stato Italiano e il Met di New York venga rivisto“. Nel novembre 2014, l’Archeoclub aveva formulato la medesima richiesta evidenziando come la clausola fosse paradossale e ingiusta e sottolineando la fragilità dei reperti, confermata da una campagna di indagini diagnostiche non invasive realizzata nell’estate 2014. Dopo i 4 anni di permanenza al museo di Aidone, nel gennaio 2015, per gli argenti, peraltro dichiarati inamovibili dal decreto assessoriale regionale del 2013, iniziò un nuovo lungo peregrinare con il loro ritorno al Met e la restituzione all’Italia all’inizio del 2019. “Gli Argenti di Morgantina – concludono i firmatari -sono estremamente fragili e continuare a movimentarli con una tale frequenza, sottoponendoli a inutile stress, non lo riteniamo opportuno trattandosi di capolavori unici al mondo. Siamo inoltre convinti che gli esiti della campagna di indagini diagnostiche dell’estate del 2014 abbiano fornito dati significativi per poter chiedere al Met la revisione dell’accordo, essendo stato accertato uno stato di conservazione precario dei reperti, che probabilmente all’epoca dell’accordo non fu tenuto in sufficiente considerazione o che è sopraggiunto nel corso degli anni successivi”.
Angela Rita Palermo