venerdì , Gennaio 28 2022

Svuotamento Diga Sciaguana, lo “scarica barile”: Consorzio Bonifica Sicilia Orientale non ha alcuna responsabilità. E, allora? – Procura Enna apre inchiesta, Prefetto chiede essere notiziata

La Procura di Enna ha aperto un’inchiesta, al momento senza indagati, sullo svuotamento della diga Sciaguna di Agira che ha provocato una vasta moria di pesci, rimasti senza acqua. Il reato ipotizzato dal procuratore Massimo Palmeri è disastro colposo.
E’ trascorsa una settimana da quando è stato pubblicamente denunciato lo svuotamento totale del bacino, ma ancora nessuno degli Enti competenti e responsabili ha detto una sola parola sulla causa e le modalità del disastroso prosciugamento! Perché tanto mistero?
«Avviato un procedimento per verificare le responsabilità dello svuotamento dell’invaso della diga di Agira. Nei fatti al momento è in corso un’indagine da parte degli uffici del Dipartimento dell’acqua e dei rifiuti. Io e il direttore Calogero Foti abbiamo avuto un incontro urgente con il responsabile della diga di Agira. Per lunedì prossimo (24 maggio) ho convocato una riunione con tutti i responsabili delle dighe siciliane e il dirigente del servizio, per cercare di trovare delle soluzioni sistemiche affinché simili fatti inaccettabili non si verifichino in futuro».
Lo ha detto – giorni addietro, l’assessore regionale all’Energia e servizio di pubblica utilità, Daniela Baglieri in merito allo svuotamento della diga “Sciaguana” nel territorio di Agira, in provincia di Enna.

E’ di oggi, invece, la precisazione del Commissario del Consorzio Bonifica Sicilia Orientale, Francesco Nicodemo, che ha diramato la seguente nota:
“Avendo appreso dell’allarme causato dall’improvviso svuotamento della diga Sciaguana sita in territorio di Agira, in provincia di Enna, si rappresenta quanto segue: “Ormai da diversi anni, il Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti (Servizio 4 Infrastrutture per le Acque) è il gestore dell’invaso, mentre il Consorzio di Bonifica (6 – Enna) è un mero utilizzatore delle acque dell’invaso Sciaguana, come pure dei laghi Nicoletti, Pozzillo e Olivo.
Il Consorzio, infatti, gestisce esclusivamente la distribuzione e la manutenzione delle reti irrigue dipendenti dagli invasi a servizio degli agricoltori dei menzionati comprensori; reti che sono sempre ubicate a valle degli invasi stessi e che con essi non interferiscono.
Ciò vuol dire che il Consorzio non ha alcuna competenza all’interno degli invasi sopra menzionati!
In particolare, per il comprensorio Sciaguana, a fronte di una superficie attrezzata di 830 ettari, poco meno di 40 ettari vengono effettivamente irrigati ogni anno dagli agricoltori del territorio. A titolo di esempio si consideri che durante la scorsa stagione irrigua il Consorzio ha prelevato, in favore della propria utenza, circa 130.000mc, volume modesto rispetto ai volumi che possono essere invasati in diga, pari a oltre 9,0 milioni di metri cubi di risorsa idrica. Di conseguenza, appare quanto mai chiaro come lo svuotamento dell’invaso non sia imputabile in alcun modo al Consorzio, che non può intervenire nelle operazioni gestionali del lago. Occorre altresì sottolineare che dagli atti di questo ufficio si evidenzia come il volume disponibile nel serbatoio Sciaguana, almeno dal 2017 ad oggi, sia notevolmente diminuito, nonostante i modesti prelievi consortili e, di contro, gli apporti idrici conseguenti agli eventi di pioggia delle stagioni invernali. Si evidenzia invece come i danni causati dallo svuotamento (la moria dei pesci, della fauna ittica e danni collaterali) non possono essere imputati al Consorzio, che invece li subisce, perché ogni operazione sulla diga viene effettuata dal Dipartimento, come Ente gestore.
L’attuale situazione comporterà un notevole danno economico agli agricoltori consorziati che non potranno irrigare le proprie colture.
In questi giorni gli attacchi degli organi di stampa, che dovrebbero avere il ruolo di dare giusta informazione, sono stati molteplici è decisamente fuorvianti, per questo motivo stiamo valutando di adire per vie legali al fine di tutelare il nostro operato”.

Il Prefetto di Enna ha inviato una nota all’Amministrazione regionale (Dipartimento dell’acqua e dei rifiuti e Dipartimento ambiente), all’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia, all’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) di Enna ed al Consorzio di Bonifica Sicilia Orientale di Catania, rilevando come lo svuotamento dell’invaso della diga di Agira “avrebbe comportato un’evidente alterazione dell’equilibrio ambientale, tale da mettere in discussione la stessa sopravvivenza della fauna ittica”. Per questo la rappresentante territoriale del Governo ha chiesto a tali Enti ed Autorità di “dettagliare le ragioni che hanno determinato questo evento tanto grave quanto eccezionale”. Nell’occasione, inoltre, il Prefetto ha sollevato anche una questione sulla sicurezza della diga Sciaguana, ricordando che per tale invaso non sono state ancora determinate le “portate scaricate (c.d. rischio idraulico a valle), con valori di portata da validare/individuare” indispensabili per approvare il PEE (Piano di Emergenza Esterna) di Protezione civile da parte della Prefettura stessa. Nella nota prefettizia, inoltre, si fa riferimento all’incontro regionale urgente programmato per il prossimo lunedì 24 maggio in cui è stato convocato, tra gli altri, il responsabile della diga di Agira. Al riguardo, il Prefetto Pirrera ha chiesto di essere notiziata degli esiti “per ogni opportuna valutazione al riguardo, con l’invito ad individuare ogni possibile azione preventiva diretta ad escludere il ripetersi di siffatti eventi”.

Il Sindaco di Agira, on. Maria Greco, nella giornata di lunedì riceverà al Comune l’Assessore regionale Baglieri e – acquisiti tutti gli elementi di valutazione – ha già annunciato che presenterà esposto alla Procura per accertare l’eventuale disastro ambientale.

La deputata del M5s, Jose Marano, ha chiesto all’Assemblea regionale Siciliana un’audizione sul caso in commissione Attività produttive.