martedì , Luglio 27 2021

La provincia di Enna brucia, sos dell’on.Elena Pagana per stato calamità

Roghi nei boschi dell’ennese con incendi che divampano, già da ieri, principalmente nella zona nord della provincia. Ci sono aziende agricole che hanno perso tutto, raccolti bestiame, infrastrutture e quanti hanno salvato gli armenti, hanno perduto il foraggio. Servono aiuti immediati da Stato e Regione e servono strumenti per fronteggiare i roghi.
A Regalbuto oltre 600 ettari, in parte “feudi comunali” ed in parte terreni privati dove sorgono decine e decine di aziende. Anche Agira è stata pesantemente colpita dagli incendi. Vastissimo il fronte che ha interessato diverse centinaia di ettari, anche a Nicosia dove sono intervenuti anche tre canadair. L’incendio, con più focolai alimentati dal forte vento ha investito campi di grano, aziende e pascoli dove erano in attesa di essere stoccate le balle di fieno che rappresenta il foraggio per i prossimi mesi. Il fuoco, che ha interessato decine di contrade, si è sviluppato nella zona della riserva naturale di monte Altesina. Complessivamente si stima che siano andate in fumo alcune migliaia di ettari, ma al momento mancano dati certi perché i fronti sono ancora attivi e stanno operando tre elicotteri ed un canadair.

Un disastro ambientale e danni incalcolabili alle aziende dell’Ennese per gli incendi. “Ho chiesto il presidente della Regione il riconoscimento dello stato di calamità per i Comuni colpiti”. “Ho chiesto al presidente della Regione Musumeci che venga riconosciuto lo stato di calamità per le aree dell’Ennese che da ieri sono devastate dagli incendi, con l’attivazione di tutte le misure previste”. Lo ha comunicato la deputata regionale di Attiva Sicilia Elena Pagana, dopo le prime notizie sul danni ambientale ed economici provocati dagli incendi nella zona Nord dell’Ennese e, in particolare a Regalbuto, Agira, Nicosia. “Al momento manca la stima esatta delle aree andate in fumo, ma si parla di migliaia di ettari, e manca la stima dei danni, ma ci sono aziende che hanno perso tutto, dai raccolti al foraggio, dal bestiame alle infrastrutture”.