domenica , Novembre 28 2021

Quando la Sicilia “dominava” la Serie A, dal paradiso all’inferno: la parabola (discendente) di Palermo, Catania e Messina

Oggi le vediamo giocare in Serie C, ed è comunque bello perché attraverso le loro gesta sportive sanno come rendere fiero un intero popolo amante del calcio che da sempre le segue, ma non dimentichiamoci che fino a poco tempo fa il loro habitat naturale era la Serie A. Se non lo avete ancora intuito, sappiate che stiamo parlando di 3 squadre di calcio siciliane dal passato glorioso, ovvero di Palermo, Catania e Messina, che fino a 15 anni fa, precisamente nel 2006-2007, duellavano insieme nel massimo campionato italiano di calcio. Sembra essere passata un’eternità da allora, eppure così non è. La verità è che il calcio ormai corre talmente veloce da riuscire a seppellire i ricordi più belli nel profondo, facendoli sembrare parte di epoche lontanissime. E questa è solo una (spiacevole) sensazione, perché i rosanero fino a ieri facevano la differenza conquistando ben 65 punti (correva l’annata 2009-2010) oppure spiccavano su quasi tutte le avversarie classificandosi al 5° posto (questo succedeva in ben tre occasioni, ovvero nel 2005-2006, nel 2006-2007 e nel 2009-2010). E che dire dei rossoblù che terminata la stagione 2012-2013 riuscirono a classificarsi all’8° posto? Se anche in questo caso non era ieri in fondo poco ci manca. Lo stesso discorso vale anche per i giallorossi che nel 2004-2005 arrivarono settimi. Non male davvero per la Sicilia, terra feconda e con la passione sfrenata per il pallone. Quelli appena descritti sono senza dubbio ricordi bellissimi, che dopo la retrocessione del 27 maggio 2007 da parte del Messina, allenato prima da Giordano, poi da Cavasin e infine da Bolchi, hanno lasciato pian piano posto a una nuova realtà he oggi si chiama Serie C.

Che imprese!

La vera notizia non è solo che 15 anni fa il Palermo, il Catania e il Messina giocavano insieme in Serie A, ma anche che erano in grado di giocarsela contro club prestigiosi come Inter e Juventus. Come dimenticare, ad esempio, Palermo-Inter 3 a 2 stagione 2005-2006 oppure Juventus-Catania 1-2 stagione 2009-2010! Impossibile dimenticare queste imprese sportive siciliane e soprattutto l’esultanza dei tanti tifosi presenti allo stadio in quegli anni. Altri tempi si dirà, tempi in cui il calcio veniva vissuto con ancor maggiore interesse rispetto a oggi. Allora superare formazioni così scudettate era un evento che meritava di essere celebrato in ogni modo possibile, dentro e fuori dallo stadio; adesso il massimo dei festeggiamenti per il Catania sarebbe riuscire a uscire dalle sabbie mobili del Girone C di Serie C, mentre quello di Palermo e Messina sarebbe provare a puntare alle zone nobili sempre del Girone C di Serie C.

Calciatori di grande qualità

Palermo, Catania e Messina non sono e non saranno mai 3 club qualsiasi. Motivo? Nelle loro fila hanno giocato calciatori di grande qualità che hanno fatto onore allo sport di squadra più bello al mondo. Per i rosanero impossibile non menzionare fuoriclasse come Dybala e Iličić, maestri nel dribbling nello stretto, per i rossoblù Mascara e Maxi López, due che con la palla tra i piedi ci sapevano fare, e per i giallorossi Di Napoli e Floccari, specialisti sulle palle inattive e non solo. Il contributo di questi professionisti è stato determinante per scrivere pagine importanti della storia del calcio delle 3 formazioni siciliane, che avrebbero una gran voglia di tornare a rivedere il “paradiso di A”, soprattutto ora che si trovano all’”inferno di C”.

 

Ma risalire è davvero possibile?

Palermo, Catania e Messina potranno mai un giorno tornare a giocare contro squadroni del calibro di Juventus, Inter o Milan? Forse, ma tra qualche anno. Secondo noi per raggiungere un obiettivo talmente poco alla portata, considerando soprattutto i ridottissimi budget delle siciliane, è necessaria una pianificazione minuziosa di almeno un quinquennio e un po’ di quella sana fortuna che non guasta mai. Questi due elementi sono imprescindibili per provare a intraprendere una scalata che oggi è sicuramente proibitiva. E dire che solo 15 anni fa rosanero, rossoblù e giallorossi giocavano tutti insieme in Serie A.