mercoledì , Maggio 18 2022

Villarosa: un altro locale nato e cresciuto nel segno della villarosanità ha chiuso i battenti

Villarosa. Un altro locale nato e cresciuto nel segno della villarosanità ha chiuso i battenti. L’ultima vittima di questo brutto periodo di pandemia è il “Bar Centrale” che si affaccia sulla piazza principale Vittorio Emanuele.

Aperto nel lontano 1940 da Calogero Amari, da sempre è stato punto di riferimento, di aggregazione e di incontro per l’intera comunità. Non solo. Prima che si realizzasse l’autostrada Palermo – Catania, Villarosa che è attraversata dalla Ss 121, era meta obbligata di ristoro per tanti viaggiatori. Dopo la morte di Amari la storica caffetteria, rimodernata e al passo con i tempi, per circa 35 anni è stata data in gestione. Insomma, dopo la chiusura di un altro antico bar di corso Garibaldi gestito da Salvatore Amari, fratello di Calogero, si spegne un’altra insegna storica nel mondo del commercio villarosano. Quel locale che nei suoi oltre 80 anni di vita ha visto migliaia di giovani, operai e pensionati, adunate e manifestazioni politiche, concerti e performance, il via vai di tante auto, non esiste più, almeno per ora. E così, un enorme vuoto s’affaccia su Piazza Vittorio Emanuele. Non era più tempo per Carmelo Climenti, l’ultimo gestore, che per 27 anni, assieme al cognato, ha rivitalizzato il bar al centro della piazza. E così ha detto stop . “Ho disdetto – dice Climenti – contratto d’affitto, luce, gas e acqua e tolto tutto. L’attività andava bene, ma rimasto l’ultimo anno da solo e senza aiuto, chiudere la sera tardi e alzarsi alle 5 di mattina per me era diventato davvero pesante. Non ce la facevo più. Ho avuto la fortuna di trovare un altro lavoro e con tante sofferenze ho deciso di cambiare. Ho tentato di cederlo fino alla fine, trovare un accordo non era un problema perché le mie pretese non erano esose. Ero disposto a tutto, pur di lasciare aperto un locale che per Villarosa era un’istituzione. Non ci sono riuscito e di questo mi rammarico, nessuno si è fatto avanti”.
Giacomo Lisacchi