giovedì , Dicembre 1 2022

Bologna chiama Enna sullo “ius soli”

Bologna chiama Enna sullo “ius soli”

di Massimo Greco

Anche al Consiglio comunale di Enna si parlerà di “ius soli” e l’occasione sarà offerta da una mirata ed articolata mozione presentata dal Consigliere comunale Marco Greco (nella foto), determinato ad impegnare il Comune a fare la propria parte in attesa che il Parlamento modifichi l’anacronistica legge degli anni ‘90 sul riconoscimento della cittadinanza italiana. Lo “ius soli” fa riferimento alla nascita sul “suolo”, sul territorio dello Stato e si contrappone, nel novero dei mezzi di acquisto del diritto di cittadinanza, allo “ius sanguinis”, imperniato invece sull’elemento della discendenza o della filiazione. Per i paesi che applicano lo “ius soli” è cittadino originario chi nasce sul territorio dello Stato, indipendentemente dalla cittadinanza posseduta dai genitori. In Europa sono molti i Paesi che adottano la forma dello “ius soli” temperato per attribuire la cittadinanza. In Francia, al raggiungimento della maggiore età, la cittadinanza viene riconosciuta a chi è nato sul territorio se i genitori, al momento della sua nascita, avevano regolare permesso di soggiorno, oppure se il giovane risiede in Francia da almeno 5 anni, al momento del compimento della maggiore età. In Germania la cittadinanza viene data ai figli di stranieri purché almeno uno dei due genitori risieda legalmente nel paese da minimo 8 anni e abbia un permesso di soggiorno a tempo indeterminato da minimo 3 anni. In Gran Bretagna, l’unica condizione richiesta è che almeno uno dei genitori abbia un permesso di soggiorno a tempo indeterminato, mentre in Irlanda almeno uno dei genitori deve risiedere nel Paese per minimo 3 anni. Una forma particolare di “ius soli” temperato è quella del Portogallo dove la cittadinanza viene concessa previo rilascio, da parte di madre e padre, di una semplice dichiarazione in cui affermano di volere essere cittadini portoghesi e a condizione che uno dei due risieda in territorio portoghese da almeno 2 anni. Affinché un bambino nato da genitori stranieri sul suolo spagnolo ottenga la cittadinanza, in Spagna basta che si faccia richiesta dopo un anno di residenza. In Belgio e Olanda la cittadinanza si ottiene solo al compimento della maggiore età, ma mentre nel primo Paese il riconoscimento è automatico, nel secondo bisogna presentare richiesta e dimostrare di risiedere ininterrottamente nel territorio almeno dall’età di 4 anni. Tra i paesi che applicano lo “ius soli” in modo automatico e senza condizioni figurano gli Stati Uniti i quali riconoscono la cittadinanza americana a chiunque nasca sul territorio dell’Unione e sia soggetto alla sua giurisdizione. In Italia, dove  i suoi figli non bianchi come Marcell Jacobs o Fausto Desalu trionfano alle Olimpiade di Tokyo, una versione particolare dello “ius soliè ancora oggi applicata allo straniero nato in territorio italiano e che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età. Come già fatto dal Consiglio comunale di Bologna, la mozione mira ad introdurre il riferimento simbolico dello “ius soli” nello Statuto comunale nonché a conferire la “cittadinanza onoraria” ai 107 minori nati in Italia da genitori stranieri e residenti a Enna che hanno completato almeno un ciclo scolastico o di formazione italiano.  
E’ certamente una misura simbolica che, in tempi di guerra come quelli che stiamo vivendo, assume un valore civile e culturale non comune.