martedì , Novembre 29 2022

Enna. I sindaci-supereroi e le “partite pregresse”

I sindaci-supereroi e le “partite pregresse”
di Massimo Greco

In questo nostro territorio sta per calare il sipario e non solo per i dati sconfortanti che si registrano sull’inarrestabile spopolamento ma anche per la diffusa rassegnazione che, al pari del Covid, ha ormai contagiato tutto e tutti. Sono ormai tante le tristi vicende in cui si registra l’inadeguatezza di una classe politica e dirigente e se si volesse candidare quella più rappresentativa, potremmo guardare alla burlesca gestione delle “partite pregresse” inserite d’imperio nelle tariffe dei soli utenti della provincia di Enna. Nei giorni scorsi si è tenuta l’ennesima riunione dei Sindaci dell’Assemblea territoriale idrica nella quale si è acquisita la volontà (unanime?) d’imporre al gestore del servizio idrico “AcquaEnna” la sospensione dell’inserimento in tariffa delle “partite pregresse”. In sostanza, ammesso (e verosimilmente non concesso dal gestore privato del servizio) che ciò possa avvenire in tempi brevi, si tratta di sospendere la riscossione di tale balzello per gli ultimi due anni rimasti, visto che dei 22 milioni di euro richiesti per riequilibrare il piano economico e finanziario, il gestore “AcquaEnna” ne ha già riscossi 20 milioni, “spalmandoli” a tutti gli utenti in questi in 8 anni dalla famosa determina n. 202 del 30/12/2013 con la quale il Commissario straordinario e liquidatore ebbe la geniale e provvidenziale idea di autorizzare, a partire dal 2014, lo stesso gestore privato a computare in tariffa l’importo relativo alla partite pregresse definite in un precedente accordo bonario del 2012. A questo punto la domanda sorge spontanea: chi rimborserà gli utenti che si sono visti addebitare illecitamente questa simpatica voce di costo per 8 lunghi anni? Ovviamente nessuna risposta ufficiale si è avuta, ma in capo a qualche Sindaco si sono notati sintomi d’insofferenza, quasi a volere, ancora una volta, scaricare ad ogni singola utenza l’onere di attivare un apposito giudizio per recuperare gli importi non dovuti ad “AcquaEnna”. Non sapremo mai (o forse lo sappiamo benissimo) perchè i nostri Sindaci-supereroi hanno aspettato 8 lunghi anni prima di affermare l’illegittimità di tale pretesa a fronte di una battaglia, non solo giornalistica, che alcuni di noi hanno iniziato nel 2014. E ciò nonostante, le malelingue scommettono sulla capacità di alcuni Sindaci (di cui faremo presto nomi e cognomi) di attivare la contagiosa “tecnica dell’annacamento” e prendere ancora un po’ di tempo. Del resto, tra pandemie, guerre ed elezioni due anni passeranno in fretta, giusto il tempo di consentire al gestore privato e monopolista “AcquaEnna” di finire il lavoro di riscossione coatta.

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Enna. Inchiodate in bolletta le “partite pregresse”