Libero consorzio tra crisi economica e impasse politico

Il problema dell’insufficiente copertura finanziaria per il personale dipendente stabilizzato presso il Libero Consorzio comunale di Enna rappresenta la cartina al tornasole di tutto ciò che abbiamo scritto in questi anni sul mancato funzionamento degli enti di area vasta in Sicilia. Sta per concludersi anche il mese di marzo dell’anno 2024 e dalla Regione non si hanno notizie su come si voglia far funzionare queste
importanti Istituzioni locali né sulla convocazione dei comizi elettorali per eleggerne, col
sistema indiretto, gli organi di governo.

L’immobilismo

Eppure la pendenza di un ennesimo giudizio di costituzionalità sul mantenimento del regime commissariale dovrebbe suggerire al Governo regionale e all’ARS di affrontare seriamente ed in fretta il problema, soprattutto per dotare i territori delle aree interne di un ente capace di promuovere sinergie e progettualità di area vasta.

Tatticismo politico

Con il silenzio, le forze politiche presenti all’ARS stanno dimostrando che l’animosità manifestata qualche mese addietro era finalizzata solo a generare posizionamenti elettorali per soddisfare gli appetiti della classe politica locale.

Governo fa spallucce

Allontanatasi questa ipotesi, dopo la nota bocciatura del disegno di legge che introduceva l’elezione diretta, neanche il Governo sembra interessato alla somministrazione di una terapia istituzionale adeguata per rianimare gli enti di area vasta. Occorre, ancora una volta, ricordare che uno dei principali corollari del principio di “autonomia finanziaria” degli enti territoriali è quello secondo cui, ad ogni trasferimento
di funzioni ai medesimi, deve corrispondere un adeguato trasferimento di risorse economico-finanziarie per farvi fronte. Il principio di correlazione fra funzioni amministrative e risorse finanziarie è desumibile, oltre che dalla logica giuridica, dall’intero assetto del Titolo V della Costituzione. La giurisprudenza costituzionale ha, allo stesso modo, chiarito che le riduzioni delle risorse finanziarie operate dal legislatore
(come quelle del prelievo forzoso) non devono rendere difficile, o addirittura impossibile, lo svolgimento delle funzioni attribuite all’ente territoriale.

Massimo Greco