La chiusura dello svincolo di Enna della A19, Cgil: “Opera inaugurata senza essere completata”
Enna-Cronaca - 29/11/2025
A pochi mesi dalla riapertura in pompa magna, lo svincolo di Enna sulla A19 torna di nuovo a chiudere. Dal 1° dicembre scatteranno nuove limitazioni al traffico, con deviazioni obbligate per chi entra ed esce dal capoluogo. Per la Cgil e la Fillea di Enna è l’ennesima prova di una gestione approssimativa: «Inaugurano un’opera incompleta e oggi siamo di nuovo al punto di partenza», attaccano i segretari Salvo Carnevale e Antonio Malaguarnera, denunciando un cantiere «che diventa un percorso a ostacoli per cittadini, pendolari e imprese».
La chiusura scatterà dalle 7:00 del 1° dicembre fino alle 6:00 del 6 dicembre, con interdizione della rampa di uscita dalla A19 verso Enna e della rampa di ingresso in direzione Palermo. Anas ha predisposto un sistema di deviazioni che rimarrà in vigore per tutta la durata dei lavori.
I percorsi alternativi
Per raggiungere Enna sarà necessario uscire allo svincolo di Mulinello e proseguire lungo la SS 192, che diventerà la principale alternativa per immettersi nel capoluogo provinciale.
O imboccare l’autostrada dallo svincolo di Ferrarelle, ma solo per le autovetture o un’alternativa utilizzare lo svincolo di Caltanissetta, che resterà aperto a tutti i veicoli
La denuncia della Cgil
«Ancora una volta – affermano Carnevale e Malaguarnera – assistiamo all’ennesima sceneggiata: si inaugura un’opera che non è nemmeno completata, e dopo pochi mesi si è costretti di nuovo a richiuderla. È una beffa verso la cittadinanza».
I segretari ricordano che lo svincolo era stato presentato come pienamente operativo il 17 aprile, durante una cerimonia ufficiale e con grande visibilità mediatica: «Nonostante un intervento da circa 24 milioni di euro, ci ritroviamo oggi davanti all’ennesima chiusura. Un’alternanza continua di aperture e stop che rende instabile un servizio essenziale per cittadini e imprese».
Secondo la CGIL, le responsabilità ricadono su Anas e Regione Siciliana, accusate di avere condotto un cantiere “eterno” senza fornire certezze né un quadro chiaro dei lavori rimanenti. «Non è accettabile – aggiungono – che un’opera di poche centinaia di metri richieda anni di interventi e continui rattoppi. In un Paese moderno questi lavori sarebbero conclusi in pochi mesi. Chiediamo tempi definitivi, trasparenza sullo stato reale dell’opera e un cronoprogramma che non cambi a ogni stagione».
“Le inaugurazioni si anno ad opera finita”
Il sindacato conclude puntando il dito contro la gestione politica e tecnica dell’intervento: «Siamo di fronte all’ennesimo caso di inaugurazioni anticipate rispetto alla conclusione effettiva dei lavori. Le inaugurazioni devono avvenire a opera ultimata, non prima. La comunità ennese merita collegamenti affidabili e istituzioni credibili, non passerelle seguite da nuove chiusure»