Natale al Museo Varisano, la mostra sui ritrovamenti dei reperti in contrada Cuticchi

Sarà un Natale dedicato alla storia antica quello che il Museo Varisano di Enna si prepara a offrire ai visitatori. Il 16 dicembre verrà inaugurata una mostra temporanea sui rinvenimenti di contrada Cuticchi, nel territorio di Assoro, emersi durante i lavori di raddoppio della linea ferroviaria Catania–Palermo. Gli scavi hanno portato alla luce reperti riconducibili all’età romana alto-imperiale, ritenuti di particolare interesse scientifico.

I tre momenti

L’iniziativa, organizzata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Enna, si articolerà in tre momenti, distribuiti tra la chiesa di San Michele, il Museo Varisano e la sede della Soprintendenza. La giornata si aprirà alle 9.30 con i saluti istituzionali, ai quali sono attesi il sindaco di Enna Maurizio Dipietro, il direttore del Parco Archeologico di Morgantina e della Villa del Casale Carmelo Nicotra, il prefetto Maria Carolina Ippolito, il dirigente generale del Dipartimento regionale dei Beni Culturali Mario La Rocca, l’assessore regionale ai Beni Culturali Francesco Scarpinato e il commissario governativo per il nuovo collegamento ferroviario Palermo-Catania-Messina Filippo Palazzo.

A seguire, la conferenza stampa che vedrà intervenire il soprintendente ai Beni Culturali di Enna Angelo Di Franco insieme ai rappresentanti di RFI Sicilia-Calabria Marco Marchese e Maurizio Infantino, a Vanadia di ITALFER, all’archeologa del Museo di Messina Francesca Valbruzzi, all’architetta Carla Mancuso e alle archeologhe della Soprintendenza di Catania Angela Merendino e Michela Ursino.

I relatori

Nel pomeriggio la giornata entrerà nel vivo con la sessione tecnico-scientifica dedicata agli approfondimenti sulle diverse aree dell’insediamento antico. Interverranno gli archeologi Andrea Iannacone (indagini geofisiche), Ghiselda Pennisi (abitato), Eleonora Draià (area sacra), Rossella Nicoletti (necropoli), gli antropologi Riccardo Frittita ed Elena Varotto (reperti osteoarcheologici), l’archeologa Grazia Palazzolo (materiali) e la restauratrice Raffaella D’Amico (interventi di restauro).

Il soprintendente

Per il soprintendente Angelo Di Franco l’evento rappresenta «un esempio concreto di come tutela del patrimonio e sviluppo infrastrutturale possano procedere insieme, valorizzandosi a vicenda». Di Franco sottolinea inoltre che la mostra «consente alla comunità di conoscere da vicino un sito che, grazie alla collaborazione con RFI, è stato studiato con metodi avanzati e restituito alla collettività con un percorso espositivo chiaro e accessibile».

La Soprintendenza definisce il progetto una best practice di cooperazione istituzionale: un modello, spiegano, che dimostra come amministrazione dei beni culturali e realtà pubbliche impegnate in grandi opere possano convergere verso obiettivi comuni, generando conoscenza e preservando la memoria del territorio.