Presepe vivente al Museo delle Confraternite, dubbi di una lettrice su biglietti e trasparenza
Enna-Cronaca - 30/12/2025
Una segnalazione critica sulla gestione di alcuni eventi culturali organizzati a Enna arriva da Marika, lavoratrice residente a Verona ma legata alla città per motivi personali e professionali, che nei giorni scorsi si trovava nel capoluogo ennese. La sua è una lettera di denuncia rivolta all’amministrazione comunale e, in particolare, all’assessorato competente, nella quale vengono sollevate questioni legate alla comunicazione degli eventi, alla trasparenza e alle modalità di accesso a iniziative promosse in luoghi comunali.
Uso esclusivo dei social
La donna racconta di aver trovato una città “fredda e silenziosa”, con eventi annullati per motivazioni definite genericamente “tecniche” e con una promozione che, a suo giudizio, risulta limitata quasi esclusivamente ai social network, senza un’adeguata diffusione attraverso i canali tradizionali nei luoghi di cultura. In questo contesto si inserisce l’episodio avvenuto al Museo delle Confraternite, dove era stato allestito un presepe vivente.
Costo del biglietto e modulo per un progetto
Marika riferisce di essersi recata alla struttura insieme alla famiglia dopo aver visto la pubblicità online e un video dell’assessore al ramo. All’ingresso, però, si sarebbe trovata davanti a una richiesta inattesa: il pagamento di un biglietto di 5 euro a persona e la compilazione di un modulo, con esibizione della carta d’identità, per la scelta di un progetto.
Il riferimento sarebbe ai cosiddetti progetti di Bilancio partecipato: in sostanza, sono iniziative di democrazia diretta attraverso cui i cittadini propongono e votano come destinare una parte del Bilancio comunale.
Secondo quanto riportato dalla donna, il foglio recava il logo del Comune e la richiesta sarebbe stata avanzata da giovani presenti sul posto, indicati come appartenenti a un’associazione, al Comune o al servizio civile.
È proprio questo passaggio a sollevare i primi interrogativi. “È possibile che in un luogo comunale il personale in servizio faccia votare i cittadini per la scelta di un progetto?”, si chiede l’autrice, che paragona la situazione a un’ipotesi impropria di interferenza in un seggio elettorale: “È come dire al presidente di seggio: mi dia la carta d’identità e voti Caio”.
La critica sulla tariffa
La critica più netta, tuttavia, riguarda il costo del biglietto, non tanto per l’importo in sé quanto per la mancanza di chiarezza nella comunicazione. Marika sottolinea che nel messaggio diffuso dall’assessore si faceva riferimento esclusivamente alla prenotazione e che nelle locandine circolate sui social non era indicato alcun prezzo. “Perché non è stato detto?”, domanda, chiedendo inoltre se, oltre al contributo comunale già erogato per l’evento, fosse previsto anche l’incasso dei biglietti e chi ne fosse il destinatario.
La trasparenza
Nella lettera viene posta anche una richiesta di trasparenza sui numeri dei visitatori e sull’ammontare complessivo degli introiti, così come sulla gestione del sito legato all’iniziativa, che secondo l’autrice riceverebbe ulteriori contributi pubblici. Da qui l’amarezza per quella che viene percepita come una mancanza di controllo e di risposte da parte della classe politica locale. “È possibile che nessun politico si accorga di ciò e non dia spiegazioni ai cittadini?”, scrive.
Il giudizio si allarga infine al clima generale della città e al dibattito sul rinnovamento politico. La segnalazione non si configura come una critica all’assenza di iniziative, ma piuttosto al modo in cui vengono realizzate. “Non è che non si fa nulla – osserva – ma spesso quello che si fa è poco chiaro, ‘tantu pi’ fari’”. La lettera si chiude con un auspicio, espresso “da cittadina pendolare”, affinché alle prossime elezioni prevalga una visione di comunità, al di là delle appartenenze politiche, e che la città possa essere guidata da un sindaco “umile, presente tra la gente e negli eventi”.
Foto tratta dalla pagina Instagram del Museo delle Confraternite