Spaccate da film, colpi da professionisti: così le bande hanno preso di mira la provincia di Enna

Negli ultimi tre anni, la provincia di Enna ha registrato una serie di episodi di furti con spaccata – colpi rapidi e spettacolari in cui si utilizzano mezzi, tra cui macchine, escavatori o gru, per sfondare vetrine, porte o bancomat e impossessarsi rapidamente di contanti o beni di valore. Queste tecniche hanno destato preoccupazione tra istituzioni e cittadini, poiché colpiscono soprattutto negozi, gioiellerie e sportelli bancari nel cuore dei centri urbani.

Il colpo alla gioielleria di Enna

L’ultimo caso è di questa notta: una gioielleria di Enna, in via Roma, assaltata con l’uso di una gru e un camion per abbattere l’ingresso per poi portare via la cassaforte e la refurtiva, in un’azione descritta da come un furto “da film” per la precisione e la rapidità con cui è stata messa a segno. 

Le altre spaccate

Nel marzo 2025, un’altra spaccata di grande impatto ha colpito la gioielleria Pagano di Agira: i ladri, bloccando la strada con due camion, hanno usato un escavatore per creare un varco e razziare i preziosi in pochi minuti. Le prime indagini delle forze dell’ordine avevano ipotizzato si trattasse di una banda specializzata che agisce in trasferta, forse originaria di un’altra provincia siciliana. 

Sempre nel territorio provinciale, a Troina i Carabinieri hanno fermato tre persone coinvolte nell’assalto a un bancomat compiuto con un escavatore: anche qui la dinamica evidenzia l’uso di mezzi pesanti per superare le barriere di accesso e fuggire con il bottino. 

Il fenomeno interessa anche altri centri dell’isola, con colpi analoghi segnalati nei comuni limitrofi e nelle principali città siciliane, confermando che non si tratta di eventi isolati ma di un trend più ampio. 

Profilo delle bande: struttura, modus operandi e provenienza territoriale

Le indagini giudiziarie e gli arresti degli ultimi anni rivelano che queste operazioni non sono improvvisate ma progettate e spesso eseguite da gruppi consolidati, con: Uso di mezzi pesanti – escavatori, gru e camion rubati – per penetrare rapidamente nelle sedi prescelte.  Pianificazione operativa con sopralluoghi e scelte di target mirate. Tecniche come la “marmotta” per far esplodere bancomat e ottenere contanti.   Rapide fughe pianificate per eludere le forze dell’ordine.

Queste bande dimostrano elevata professionalità, coordinazione e conoscenza delle reti stradali per muoversi velocemente tra le province dell’isola.

Origine territoriale delle bande identificate

Le indagini mostrano vista una prevalenza di gruppi con base operativa nella Sicilia orientale, in particolare nelle province di: Siracusa – Lentini e Francofonte: la cosiddetta “banda dell’escavatore” identificata e arrestata nel novembre 2024 era composta da individui di queste località. La polizia ha sottolineato che il gruppo operava con mezzi pesanti dalla base nelle campagne di contrada Cannellazza (Carlentini) e rappresentava una cellula criminale strutturata nel calatino siracusano. 

Catania e provincia: negli anni recenti ci sono stati sgominamenti di bande dedite a furti con spaccate anche nel catanese, con arresti eseguiti dalla polizia e dai Carabinieri. 

Le indagini indicano che molte di queste bande non sono originarie di Enna, spesso i componenti sono del Catanese, ma si spostano tra province per colpire obiettivi più facili o meno sorvegliati, profittevoli e con maggiore densità commerciale. Questo profilo itinerante fa sì che il fenomeno si estenda oltre i confini provinciali, coinvolgendo la Sicilia centro-orientale in una rete di furti coordinati.

Presenza di componenti straniere in gruppi storici

In passato, operazioni come l’operazione “Tormento” dei Carabinieri avevano smantellato organizzazioni composte anche da cittadini stranieri (ad esempio rumeni) insieme a italiani, responsabili di decine di colpi in mezza Sicilia. Sebbene risalga a oltre cinque anni fa, questa storia giudiziaria mostra che nel fenomeno delle spaccate possono essere presenti componenti miste e internazionali, anche se negli episodi più recenti l’origine risulta prevalente nazionale. 

Lotta alle spaccate: risposte istituzionali e impatto sul territorio

Le forze di Polizia e i Carabinieri hanno intensificato i controlli, con inseguimenti, fermo di sospetti e arresti mirati. L’uso combinato di videosorveglianza, lettura delle targhe e analisi forense dei mezzi rubati ha permesso di sventare alcuni colpi e di individuare i componenti di cellule criminali. 

Tuttavia, resta un allarme per i commercianti e i cittadini: i colpi con spaccata non solo causano danni economici ingenti, ma incidono anche sul senso di sicurezza percepito nelle comunità locali. In risposta, commercianti e residenti hanno formato comitati per sollecitare maggiore presenza delle forze dell’ordine e misure di prevenzione urbana (ad esempio, illuminazione potenziata e barriere di protezione). 

Il fenomeno delle spaccate nella provincia di Enna e nella Sicilia centro-orientale è un fenomeno dinamico, con protagonisti bande specializzate che usano tecniche sempre più sofisticate. Le forze dell’ordine hanno ottenuto risultati significativi negli arresti, ma resta aperta la sfida di contrastare gruppi itineranti che operano su scala interprovinciale.