Lapide sulla Resistenza, il Pd accusa Cammarata: “Ritardi e testo stravolto”
Piazza Armerina - 16/01/2026
Il Partito Democratico di Piazza Armerina e i consiglieri comunali Dem intervengono duramente sull’iter per la collocazione della lapide commemorativa della Resistenza, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale il 10 aprile 2025. In una nota esprimono “profonda amarezza e ferma condanna” per l’atteggiamento del sindaco Cammarata, accusato di aver rallentato e infine ostacolato l’iniziativa.
Stravolto l’indirizzo del Consiglio
Secondo il Pd, la posa della lapide rientrava in “un chiaro indirizzo politico del Consiglio Comunale, mai revocato né modificato”, più volte sollecitato anche dall’ANPI e dal Prefetto di Enna. Nonostante ciò, denunciano i Dem, si sarebbero susseguiti “rinvii, presunti approfondimenti” fino a una “alterazione sostanziale del testo”, giudicata “disallineata dalla mozione originariamente approvata” e tale da “snaturarne completamente il significato storico e civile”.
Il valore della Resistenza
Nel comunicato il Pd sottolinea come sia “sinceramente grave che nel 2025 si possa ancora mettere in discussione il valore della Resistenza”, ricordando che essa unì donne e uomini di diversa ispirazione nella lotta al nazifascismo. Particolarmente contestato il tentativo di modificare il testo della lapide “in nome di una generica riconciliazione e dei diversi ideali”, equiparando, secondo i Dem, chi lottò per la libertà a chi dopo l’8 settembre 1943 scelse di combattere al fianco dell’occupante tedesco.
Per il Pd e i consiglieri comunali firmatari, quanto avvenuto “non rappresenta solo una violazione dell’indirizzo espresso dal Consiglio Comunale”, ma costituisce “un grave atto di revisionismo storico e un’offesa alla memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà e la democrazia”. Viene inoltre ribadito che “la Repubblica Italiana è fondata sui valori dell’antifascismo” e che metterli in discussione significa “calpestare le basi della convivenza civile”.
Interrogazione al sindaco
Alla luce di questi fatti, il Pd annuncia la presentazione di “un’interrogazione formale al Sindaco” per chiedere chiarimenti sulle motivazioni di un comportamento che, a loro giudizio, ha ignorato deliberazioni consiliari e solleciti istituzionali, chiedendo al primo cittadino di “assumersi la piena responsabilità politica e morale di quanto accaduto”.