Borghi più belli d’Italia, Troina si candida a diventare nel 2027 la sede del Festival nazionale

L’assemblea regionale annuale dei “Borghi più belli d’Italia” si è svolta nella sala Gaetano Martino della Cittadella dell’Oasi Maria SS, alla presenza del presidente nazionale Fiorello Primi. Quella di sabato è la terza assemblea regionale che si svolge a Troina.

I 4 Comuni dell’Ennese

I Borghi più d’Italia, finora riconosciuti a livello nazionale, sono 382 di cui 25 in Sicilia. Nell’ennese ce ne sono 4: Agira, Calascibetta, Sperlinga e Troina, che ricadono nell’Area Interna di Troina. Ai 25 comuni siciliani riconosciuti Borghi più belli d’Italia la Regione Siciliana concede dei contributi. Per l’ammissione all’associazione, i comuni devono avere dei requisiti ben precisi: integrità del tessuto urbano, vivibilità, qualità del patrimonio storico–artistico del patrimonio edilizio pubblico e privato, servizi al cittadino e pagamento di una quota associativa.

Il sindaco di Troina

“Far parte dei Borghi più belli d’Italia è una grande occasione di promozione del territorio”, ha dichiarato il sindaco Alfio Giachino. Il presidente Primi ha comunicato dei dati che mostrano quanto sia utile per i piccoli comuni far parte dell’associazione: il 10 per cento delle transazioni del circuito master card avvengono nei 382 Borghi più belli d’Italia, che hanno un numero di abitanti pari al 6 per cento dell’intera popolazione italiana.

La candidatura di Troina

Il sindaco Giachino ha accolto con soddisfazione la decisione del direttivo regionale dell’associazione, adottata all’unanimità, di candidare Troina quale sede dove tenere il Festival Nazionale dei Borghi più belli d’Italia nel 2027. Molti dei Borghi più belli d’Italia ricadono nelle aree interne. L’assemblea ha deciso di fare un fare un focus di approfondimento sul rapporto tra la tematica dei borghi e Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI). Questo perché il termine “borgo”, usato in chiave turistica e promozionale, per costruire un’immagine estetizzante e rassicurante, non è visto con favore da chi si occupa di aree interne, che prediligono invece il termine “paese”.