Autodromo di Pergusa, arriva il voto in Consiglio tra pareri contrari e nodi irrisolti

Il 10 febbraio alle ore 18 il Consiglio comunale di Enna è chiamato a pronunciarsi su un passaggio delicatissimo: la modifica dello Statuto del Consorzio Autodromo di Pergusa e la revoca dello stato di liquidazione dell’ente. Un voto che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe riaprire la strada alla piena operatività dell’autodromo e a una nuova stagione sportiva. Ma che, nei fatti, arriva al termine di un percorso tortuoso, costellato di stop, pareri contrastanti e criticità non ancora risolte.

L’estate del 2024

Per comprendere l’attuale fase bisogna tornare all’estate del 2024. Il Consorzio Ente Autodromo Pergusa (CEAP), partecipato dal Comune di Enna, dall’ACI e dal Libero Consorzio Comunale, giunge alla scadenza naturale dello Statuto, fissata al 1° agosto 2024. La possibilità di prorogarne la durata esisteva, ed era esplicitamente prevista, ma quella scelta non venne compiuta.

Il no del Consiglio alla proroga di 2 anni

Il Consiglio comunale di Enna, che, in quel periodo, era “dominato” dai numeri dell’opposizione, bocciò la proposta del sindaco di prorogare l’ente per due anni. A ruota, anche ACI e Libero Consorzio lasciarono scadere lo Statuto. Una decisione politica netta, che aprì automaticamente le porte alla liquidazione del Consorzio, formalizzata nell’agosto 2024.

Il commissario

Da quel momento l’ente è amministrato da un organo commissariale di liquidazione, con tutti gli effetti del caso: blocco delle attività ordinarie, incertezza sul futuro dei lavoratori, congelamento dei beni e contratti a rischio, compreso quello di lunga durata con Pirelli, valido fino al 2030.

Il ripensamento e il tentativo di tornare indietro

A distanza di oltre un anno, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, matura un ripensamento politico: revocare lo stato di liquidazione e riportare in vita il Consorzio. Il Libero Consorzio Comunale approva la revoca nell’ottobre 2025, seguito dall’ACI. Il passaggio più delicato resta però quello del Comune di Enna, chiamato a esprimersi in un contesto istituzionale tutt’altro che lineare.

Il rallentamento in Consiglio comunale

L’iter in Consiglio comunale si inceppa quasi subito. Arriva un parere tecnico negativo, che evidenzia una serie di profili problematici. Il primo riguarda il quadro istituzionale: dal 4 ottobre sindaco e consiglieri sono in prorogatio, in attesa delle elezioni previste tra maggio e giugno. Da qui il dubbio: un Consiglio comunale a mandato scaduto può adottare un atto di gestione straordinaria come la revoca di una liquidazione? Il consigliere Paolo Gloria chiede un parere all’Assessorato regionale alle Autonomie Locali. La Prima Commissione consiliare, a sua volta, interpella il segretario generale del Comune, che segnala l’esistenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti e suggerisce anch’egli di rivolgersi alla Regione.

Il parere dei revisori dei conti

A complicare ulteriormente il quadro arriva il parere negativo dei revisori dei conti. I punti critici sono diversi e sostanziali. Innanzitutto, trattandosi di un ente pubblico soggetto alla normativa degli enti locali, la decorrenza di cessazione prevista dallo Statuto non sarebbe modificabile a posteriori. In altre parole: una volta scaduto lo Statuto e avviata la liquidazione, non si può far finta che quella scadenza non sia mai esistita.

C’è poi un nodo politico e logico: non sarebbe sostenibile motivare la revoca sostenendo che i consiglieri non fossero a conoscenza di contratti in essere oltre il 1° agosto 2024. Proprio l’esistenza di quei contratti era stata, un anno fa, uno degli argomenti principali a sostegno della proroga che il Consiglio comunale scelse di bocciare.

Infine, i revisori mettono in guardia da un rischio non secondario: una revoca illegittima della liquidazione potrebbe esporre l’ente – e quindi i soci – a richieste di risarcimento danni da parte di soggetti ai quali, nel periodo di liquidazione, non è stato consentito svolgere attività all’interno dell’autodromo.

Il nodo del “nuovo Consorzio” e il no della Regione

Nel tentativo di uscire dall’impasse, viene chiesto alla Regione se sia possibile costituire un nuovo Consorzio o riattivare quello esistente. La risposta dell’Assessorato regionale alle Autonomie Locali e alla Funzione pubblica è netta almeno su un punto: un nuovo Consorzio non si può fare.


La legge regionale n. 15 del 2015 vieta ai Comuni di istituire nuove entità per l’esercizio associato di funzioni, salvo casi specificamente previsti dalla legge. Alla luce di questa norma, una nuova costituzione di un Consorzio con le stesse caratteristiche del CEAP non sarebbe consentita. La Regione chiarisce inoltre che il Consorzio di Pergusa è, allo stato attuale, un ente in liquidazione, amministrato da un organo commissariale, e che ogni ipotesi di “rinascita” deve fare i conti con questo dato giuridico di partenza.

Una partita ancora aperta

Il Consiglio comunale del 10 febbraio rappresenta dunque uno snodo decisivo, ma non risolutivo. La volontà politica di riattivare l’Autodromo di Pergusa si scontra con una realtà fatta di scelte pregresse, scadenze ignorate, norme stringenti e pareri che invitano alla massima cautela.
Riportare le lancette all’indietro, riesumando di fatto il Consorzio, non è solo una questione di voti favorevoli: è un’operazione complessa, che rischia di aprire nuovi fronti di contenzioso se non affrontata con basi giuridiche solide. Ed è proprio su questo crinale, tra necessità di rilancio e rispetto delle regole, che si gioca il futuro dell’autodromo di Pergusa.