Transizione energetica, Dc replica al presidente di Cia, Gennaro Sicolo: «Narrazione allarmistica»

La Democrazia Cristiana interviene con fermezza contro la posizione assunta da Cia-Agricoltori Italiani in merito alla transizione energetica e agli impianti agrivoltaici, ritenendo «strumentale e

fuorviante» la narrazione proposta nelle ultime settimane.

Nel mirino del partito c’è in particolare Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente

regionale di Cia Puglia, accusato di aver assunto una posizione «allarmistica e priva di una visione

strategica» sul tema dell’agrivoltaico.

A firmare l’affondo è Ignazio Tullo, Capo Dipartimento Nazionale della Democrazia Cristiana,

che accusa Sicolo di diffondere un messaggio parziale e dannoso per gli stessi agricoltori.

«Sicolo – afferma Tullo – dovrebbe spiegare agli agricoltori perché si insiste nel descrivere la

transizione energetica come una minaccia, quando invece rappresenta una concreta opportunità di

riduzione dei costi e di incremento del reddito. Alimentare paure senza offrire soluzioni strutturali

significa creare confusione tra i produttori».

«Non comprendiamo – dichiara Tullo – questo accanimento contro la transizione energetica. In un

momento storico in cui il caro-energia ha messo in ginocchio migliaia di aziende agricole italiane,

demolire l’agrivoltaico significa penalizzare proprio quei produttori che si dice di voler difendere».

La Democrazia Cristiana accusa la Cia di non evidenziare i benefici concreti dell’agrivoltaico:

integrazione del reddito agricolo, riduzione dei costi aziendali, maggiore competitività e

stabilità economica.

«Chi rappresenta il mondo agricolo – afferma Tullo – dovrebbe spiegare ai propri tesserati che il

caro-energia è la vera emergenza strutturale. Andare contro la transizione energetica significa

lasciare gli agricoltori esposti alle oscillazioni del mercato energetico e costringerli a chiedere

aiuti straordinari alle Regioni».

Secondo la Democrazia Cristiana, la battaglia contro l’agrivoltaico rischia di assumere connotazioni

ideologiche più che tecniche. «È doveroso fornire un’informazione completa – sottolinea Tullo – e

non alimentare paure parlando solo di espianti senza chiarire le compensazioni e i reimpianti

previsti. L’innovazione non è sinonimo di distruzione, ma può rappresentare modernizzazione e

sviluppo».

Il partito chiede dunque alla Cia di assumere una posizione più equilibrata e responsabile.

«Valutare vantaggi e criticità è legittimo – conclude Tullo – ma osteggiare in blocco la transizione

energetica significa, nei fatti, penalizzare migliaia di agricoltori italiani. La transizione energetica

regolata e ben pianificata è una tutela, non una minaccia».