Terzo mandato, no del M5S: “Schifani si occupi dei problemi non delle poltrone dei suoi amici”
Enna-Provincia - 03/03/2026
“L’aula si è già espressa. Si occupi dei problemi dei siciliani, non delle poltrone per gli amici di Schifani”. Lo afferma il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, Antonio De Luca, che boccia senza appello l’ipotesi di riportare in Aula la norma sul terzo mandato per i sindaci fino a 15 mila abitanti già respinta meno di un mese fa. «È assurdo riproporla – attacca – solo perché alcuni sindaci stanno facendo pressione su governo e maggioranza per potersi ricandidare».
Il nodo della norma e il richiamo alla Consulta
La questione ruota attorno al recepimento, da parte della Regione, della norma nazionale che consente il terzo mandato nei piccoli Comuni. Alcuni amministratori locali chiedono che l’Ars adegui la legislazione siciliana, anche alla luce della recente pronuncia della Corte costituzionale su una vicenda legata alla Valle d’Aosta.
Per De Luca, però, la sentenza non può diventare «il grimaldello per stravolgere la volontà già espressa dal Parlamento siciliano». Il riferimento è alla bocciatura della norma avvenuta in Aula nelle scorse settimane, che aveva segnato una frattura all’interno della maggioranza.
I sindaci “ribelli” e il rischio ricorsi
Sul territorio, intanto, cresce la pressione dei primi cittadini interessati. Tra questi figurano Francesca Draià, sindaca di Valguarnera e commissario provinciale della Lega, e Maria Greco, esponente del Mpa-Grande Sicilia, alla guida del Comune di Agira. Entrambe hanno annunciato l’intenzione di ricandidarsi comunque, anche in assenza di un chiaro adeguamento normativo.
Una scelta che potrebbe aprire una stagione di contenziosi amministrativi, con ricorsi e pronunciamenti destinati a prolungare l’incertezza ben oltre la tornata elettorale.
M5S: “Pronti al voto segreto”
Il Movimento 5 Stelle conferma la linea del muro contro muro. «In conferenza dei capigruppo abbiamo espresso convintamente il nostro no – ribadisce De Luca – e se la norma dovesse tornare in Aula chiederemo il voto segreto».
Secondo l’esponente pentastellato, le divisioni all’interno della maggioranza restano profonde e l’esito di una nuova votazione sarebbe tutt’altro che scontato. «Riproporre questa legge in un momento drammatico per la Sicilia – aggiunge – significa mettere ancora una volta poltrone e nomine davanti ai problemi reali dei cittadini».
La partita politica
Il governatore Renato Schifani e i partiti che lo sostengono si trovano ora davanti a un bivio politico: assecondare le richieste dei sindaci e riaprire il dossier, con il rischio di una nuova bocciatura e di ulteriori tensioni interne, oppure archiviare definitivamente la questione, lasciando però aperto il fronte dei ricorsi.
In ogni caso, la vicenda del terzo mandato si conferma uno dei dossier più divisivi della legislatura regionale, capace di intrecciare equilibri politici, ambizioni personali e possibili battaglie nelle aule dei tribunali.