Enna si organizza: nasce il Comitato per riaprire il museo Alessi, chiuso da 20 anni

Il Teatro Neglia di Enna era gremito, la sera del 13 marzo, nonostante la concomitanza di più eventi in città. Un dettaglio non trascurabile: quando una platea si riempie controvento, significa che qualcosa ha iniziato davvero a muoversi. E in effetti, a distanza di oltre vent’anni dalla chiusura del Museo Alessi, la comunità ennese ha scelto quella serata per smettere di lamentarsi e cominciare a organizzarsi.

L’assemblea si è articolata in tre momenti: un aggiornamento sul successo della raccolta firme per i «Luoghi del Cuore» FAI 2025 — oltre novemila adesioni, un risultato che dice molto sull’attaccamento della città a quel patrimonio —; un approfondimento culturale con gli interventi della studiosa Maria Concetta Di Natale e dello storico dell’arte Sergio Intorre; infine, il dibattito aperto tra i cittadini. Ma è stata la proposta conclusiva a cambiare il registro della serata, trasformando uno sfogo collettivo in un atto fondativo.

Bruno: “Diritto etico e culturale della comunità”

A introdurre i lavori è stata Nietta Bruno, portavoce del coordinamento cittadino per la riapertura del museo. Ha ricordato che la proprietà della chiesa e la legale rappresentanza del parroco *pro tempore* sono dati incontestabili — ma ha aggiunto, con una fermezza che ha trovato eco in tutta la sala, che altrettanto imprescindibile è il diritto etico e culturale della comunità ennese a fruire di quel patrimonio.

Bruno ha respinto con nettezza le accuse di strumentalizzazione civica o politica, rivendicando la dignità di un percorso condiviso da gran parte dei cittadini. E ha richiamato le parole stesse del canonico Giuseppe Alessi, che nel suo testamento individuò con chiarezza difficilmente equivocabile la destinazione naturale della sua collezione: oggetti raccolti — scrisse — «col senno, col denaro e con l’industria per porli in luogo pubblico e a pubblica instruzione».

Su un punto l’assemblea ha convenuto all’unanimità: le collezioni devono rimanere integralmente unite, senza frammentazioni. E il corpus da esporre dovrà includere anche i gioielli del Tesoro della Madonna della Visitazione, frutto di secoli di devozione popolare verso la Patrona di Enna.

La svolta: un comitato riconosciuto

La proposta operativa di Bruno è stata la vera novità della serata. Per aderire a un principio di realtà e procedere con obiettivi concreti, ha argomentato, è necessario dotarsi di uno strumento adeguato: un comitato giuridicamente riconosciuto, capace di interloquire con le istituzioni, di sedersi ai tavoli che contano e di intraprendere le azioni necessarie a una soluzione pacifica di una vicenda che da più di vent’anni non trova sbocco.

La risposta della sala non ha lasciato margini di dubbio: tutti i presenti hanno sottoscritto il modulo di adesione al costituendo comitato promotore. Il modulo sarà pubblicato online per consentire l’adesione anche a chi non era presente.

La posizione della Curia

Il Comitato nascerà con uno spirito costruttivo, non conflittuale. La Diocesi di Piazza Armerina e la Parrocchia della Visitazione hanno già manifestato, nel quadro del protocollo d’intesa firmato col Comune di Enna nel maggio 2023 e tuttora vigente, la propria disponibilità a organizzare mostre della Collezione Alessi presso Palazzo Chiaramonte, con un orizzonte operativo fissato al 2027. È su quel tavolo — e con quella controparte — che il nuovo Comitato è chiamato a lavorare.