Elezioni, Draià sfida l’Ars: “Sono candidata a sindaco”

Francesca Draià rompe gli indugi e sfida apertamente il Parlamento Regionale che ha bocciato la norma sul terzo mandato per i sindaci dei Comuni fino ai 15 mila abitanti. Nonostante le incertezze normative, la sindaca uscente ha ufficializzato via social la propria ricandidatura alla guida di Valguarnera. La prospettiva all’orizzonte è una stagione di ricorsi che coinvolgerà altri sindaci “ribelli” come Maria Greco ad Agira.

Attraverso una nota carica di determinazione, la Draià nell’ufficializzare la propria candidatura ha dato appuntamento ai sostenitori per venerdì 27 marzo: “Nonostante tutto ciò che è stato detto- ha dichiarato- ho scelto di andare avanti. Durante la festa di ringraziamento ripercorreremo undici anni di impegno e presenterò parte della squadra. Il nostro è un percorso iniziato nel 2015 che prosegue con la politica del fare e non quella del “no”. La storia continua, e i protagonisti siete voi: cittadini che ogni giorno camminano al mio fianco. Io continuo a vivere tra la gente, ad ascoltare, a condividere, senza mai guardare dall’alto. Senza titoli: né dottore, né insegnante… io sono Francesca. Andiamo avanti ancora insieme”.

Il nodo normativo e lo scontro istituzionale

Ma nonostante l’entusiasmo contagioso della sindaca c’è però un nodo legislativo, che non sarà facile dirimere. La sua ricandidatura, così come quella degli altri sindaci siciliani che concorreranno, si inserisce in un clima di forte tensione istituzionale.

Com’è noto, l’Assemblea Regionale Siciliana ha bocciato per ben due volte — e con voto segreto — la norma sul terzo mandato per i Comuni sotto i 15.000 abitanti. Tuttavia, il fronte dei sette sindaci “disobbedienti” (sostenuti dall’Anci Sicilia) poggia le proprie speranze su una recente sentenza della Corte Costituzionale riguardante la Valle d’Aosta. In quell’occasione, gli Ermellini hanno sancito che il terzo mandato deve valere per tutte le Regioni, comprese quelle a statuto speciale, per garantire un’uniformità nazionale sul diritto all’elettorato.

Tra burocrazia e possibili ricorsi

Nonostante ciò il percorso verso le urne resta tortuoso. Perché la candidatura di Francesca Draià e di altri che la seguiranno dovrà superare diversi scogli burocratici e legali:

Intanto l’esame delle liste: le candidature passeranno prima al vaglio delle Commissioni elettorali provinciali. Ed in caso di non ammissione ci sarà la possibilità dei ricorsi la cui parola passerà ai giudici competenti ed il cui verdetto resta imprevedibile.

Una campagna elettorale sotto pressione

Si preannuncia dunque, almeno a Valguarnera, una campagna elettorale elettrizzante, segnata da una “spada di Damocle” giuridica che pende sull’esito del voto e sulla stabilità amministrativa del Comune.