Elezioni a Enna, il cerino del Centrodestra brucia: Colianni deve scegliere tra Comito e Gargaglione

Sono ore decisive per il Centrodestra ennese alle prese con dubbi ed interrogativi shakespeariani. Essere con Paolo Gargaglione o contro di lui per la corsa a sindaco di Enna? In realtà, una parte della coalizione ha già deciso di stare con il presidente del Consiglio comunale ennese,  ovvero Forza Italia: in realtà, il gruppo della deputata regionale Luisa Lantieri lo è da un pezzo anche se partecipava ai tavoli con gli altri alleati in cerca di un nome, l’altro, quello del vicecoordinatore di Forza Italia, Francesco Occhipinti, si è accodato negli ultimi giorni, dopo la pax sollecitata dai vertici del partito -Totò Cardinale, legato a Lantieri, e Marco Falcone – che ha posto fine a mesi di scontri.

ll cerino di Colianni

Il cerino è in mano adesso al Mpa ed al suo leader più rappresentativo, l’assessore regionale Francesco Colianni che ha due strade: rompere con Forza Italia ed insistere con la candidatura a sindaco di Francesco Comito, trascinandosi dietro Noi Moderati e Fratelli d’Italia oppure salire sul carro di Gargaglione, a cui si sarebbero aggiunti anche i fedelissimi di Maurizio Dipietro – e creare una sorta di Invincibile Armada contro il candidato principe del Pd: il senatore Mirello Crisafulli che, negli anni in città ha consolidato la sua fama con l’Università, uno dei nuovi motori economici di Enna, tamponando lo spopolamento del capoluogo che, comunque, è galoppante.

Il Centrodestra ennese, dopo la decisione di Forza Italia di stare con Gargaglione, come un tempo facevano gli antichi greci, si è rivolto all’oracolo – chiamato Tavolo regionale – per indicare la strada maestra ma di tempo orami ce ne è poco ed in settimana arriverà la decisione.

L’ipotesi Gargaglione

L’ipotesi Gargaglione stuzzica parecchio il Mpa e gli altri soci del Centrodestra, del resto, in questo modo le possibilità di vincere sarebbero nettamente più alte rispetto ad un quadro più frammentato con in campo Comito, Crisafulli, l’ex assessore Contino – sostenuto dai civici dell’assessore Rosalinda Campanile – e Filippo Fiammetta. Il primo turno potrebbe essere una sorta di Primarie per il Centrodestra per poi convergere al ballottaggio su uno tra Gargaglione e Comito ma a molti esponenti politici appare una situazione complessa e poco praticabile.

Le elezioni regionali sullo sfondo

C’è, però, una variabile: le elezioni regionali del prossimo anno che sono sullo sfondo in questa tornata amministrativa e stanno tutt’ora condizionando le strategie del Centrodestra. I posti a Palermo sono due per la provincia di Enna: uno andrà certamente al Centrosinistra, l’altro alla coalizione moderata, per cui c’è una poltrona con tre pretendenti: Mpa, Forza Italia e FdI.

Alle elezioni nel capoluogo, FdI è fuori dai giochi per la corsa a sindaco, per cui la partita ad Enna è tra Mpa e Forza Italia, peraltro legati da un patto federativo su scala nazionale.

L’analisi

Converrebbe, sotto l’aspetto politico, a Colianni sostenere un candidato a sindaco – nell’ipotesi poi di succedere a Dipietro – vicinissimo a Luisa Lantieri che poi le ricambierebbe il favore alle Regionali ? E’ il dubbio che tormenta alcuni esponenti del Mpa ma c’è un’altra corrente di pensiero. Se vincesse Gargaglione, gli autonomisti potrebbero contare su una batteria di assessori e di consiglieri in grado di aiutare l’assessore nella sua scalata a Palermo.

La partita negli altri Comuni al voto

Ma nella partita tutta dentro il Centrodestra sarebbero entrati anche gli altri Comuni ennesi al voto: Agira, Valguarnera, Nicosia, Pietraperzia e Centuripe. La scelta su Enna del Centrodestra potrebbe avere riverberi anche negli altri Comuni. Quello che si decide a Enna, insomma, non resta a Enna.