“Dietro la santuzza ci sono gli stessi che hanno gestito l’acqua”, Crisafulli a Pergusa sfida i rivali

Mirello Crisafulli non usa mezzi termini. «Ai miei avversari dico: si ricordino che sono loro ad aver determinato lo stato della situazione a Enna. Hanno messo una santuzza nuova davanti, ma dietro ci sono esattamente gli stessi che hanno governato per undici anni questa città». Con questa battuta — che ha il sapore del j’accuse più che del comizio — il candidato sindaco del centrosinistra ha aperto ieri il suo intervento all’ingresso dell’autodromo di Pergusa, davanti a una platea di sostenitori radunati in quello che è, simbolicamente, uno dei luoghi più identitari della città.

L’affondo sull’acqua

La “santuzza” è Ezio De Rose, candidato del centrodestra. Ma il bersaglio vero, nel ragionamento di Crisafulli, non è tanto il nome nuovo quanto la continuità politica che rappresenta: gli stessi nomi, le stesse responsabilità, una gestione amministrativa che — secondo il candidato — ha lasciato Enna in condizioni difficili su più fronti. A cominciare dall’acqua.

Il servizio idrico è il tema su cui Crisafulli spende più energia, e anche quello su cui la sua posizione merita una lettura attenta. L’ex senatore ricostruisce la genesi dell’attuale sistema: l’ATO idrico — l’Ambito Territoriale Ottimale che gestisce il servizio in forma privatistica — nasce da direttive comunitarie recepite dallo Stato e dalla Regione, e le delibere che lo istituirono portano firme precise. «Il sindaco dell’epoca era Rino Ardica, il vicesindaco Mario Salamone e l’assessore Paolo Colianni», ricorda. «Gli stessi, in discendenza, di chi amministra attualmente la città». Un passaggio che vale come atto d’accusa nei confronti della coalizione avversaria, accusata di aver costruito l’impianto che oggi — almeno a parole — critica.

Perché è qui che la questione si complica. Crisafulli non manca di notare una certa incongruenza nel dibattito attuale: «Mi stranisce che il presidente dell’ATO idrico, uomo di centrodestra, ponga il problema dell’acqua pubblica. E mi meraviglia che l’assessore regionale Francesco Colianni preveda il ritorno all’acqua pubblica, anche lui». La sfida è diretta: «Perché non hanno già adottato un decreto ad hoc? Lo facciano subito, prima delle elezioni, evitando di continuare a dire bugie che non hanno i piedi per camminare».

Posizione non netta sull’acqua pubblica

Fin qui, il registro è quello dell’opposizione che attacca. Ma Crisafulli stesso, su questo tema, non offre una posizione netta a favore della ripubblicizzazione. Ricorda di aver votato al referendum per l’acqua pubblica — «mentre loro votarono contro» — ma non si sbilancia su un impegno concreto e immediato in tal senso qualora venisse eletto. La sua è una posizione pragmatica, che denuncia le distorsioni dell’attuale sistema — in particolare il fatto che a Enna la Regione finanzi le opere idriche solo al 70%, scaricando il restante 30% sulle bollette dei cittadini, a differenza di altri ATO dove il contributo regionale arriva al 100% — senza però indicare una rottura netta con l’assetto esistente. «Perché la Corte dei Conti regionale non mette le mani su questo schema?», chiede. Una domanda legittima, ma che suona più come denuncia che come programma.

Il piano su Pergusa: lago e autodromo possono convivere

La scelta di Pergusa come palcoscenico non è casuale. L’autodromo e il lago rappresentano per Crisafulli un secondo asse programmatico altrettanto rilevante. Qui il candidato è più propositivo: vuole riattivare l’Ente Autodromo, far approvare le delibere già adottate dal Consiglio provinciale e dall’ACI — «il Consiglio comunale ha sbagliato a non approvarle» — e lanciare una gara internazionale per attrarre partner privati capaci di gestire la struttura e portare grandi eventi. Il modello è quello della gestione mista pubblico-privato. «Con le risorse attuali non si va lontano», dice. «Ogni gara porta turisti, piloti, indotto economico. Lasciare tutto fermo è un danno per l’intera città».

Sul lago, Crisafulli invoca un intervento coordinato tra tutti gli enti competenti per riportare il livello delle acque ai valori storici, richiamando anche in questo caso una legge regionale di sua iniziativa. La visione complessiva è quella di Pergusa come «grande contenitore» capace di generare sviluppo, turismo e qualità della vita: «Deve tornare a essere il giardino ambientale della nostra città».

Il comizio si chiude con un affondo finale che riassume la cifra dell’intera campagna: «Se oggi Enna è in queste condizioni, la responsabilità è di chi ha amministrato. Chi coerentemente è rimasto sempre nello stesso posto siamo noi, che per undici anni siamo stati all’opposizione. Ma oggi ci presentiamo con le carte in regola per dire: è venuto il momento di cambiare musica e musicanti».